Prima c’è il viaggio, estenuante, verso le coste europee. Dopo, se sopravvivi, c’è il vuoto. Il migrante sbarcato sulla terra straniera è solo di fronte alla lingua, all’isolamento, alla burocrazia. Non ha nulla se non, al massimo, un telefono cellulare. E’ spesso l’unico oggetto che porta con sé oppure il primo che tenta di recuperare. Il Comitato 3 Ottobre, un’organizzazione no profit e task force operativa sull’immigrazione, ha avuto un’idea: se tutto ciò che ha il migrante è un telefono, inseriamo la speranza in un’app.

Un’applicazione per cellulari che aiuti i migranti a orientarsi al loro arrivo in Europa e a ritrovare i propri cari sparsi per tutto il continente: iMigrate. E’ questo il progetto del Comitato 3 Ottobre, un’organizzazione che porta nel nome la tragica data del 2013 (divenuta di recente Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, anche grazie all’impegno della stessa associazione) in cui 368 migranti persero la vita al largo di Lampedusa, scuotendo cittadini e istituzioni italiane. Fu dopo questo naufragio che il Governo Letta approntò il piano “Mare Nostrum”.

Per finanziare iMigrate il comitato sta utilizzando una piattaforma di crowdfunding, WithYouWeDo di Tim. Il servizio è stato pensato per fornire ai migranti informazioni basilari altrimenti difficili da recuperare ed essere utilizzato con estrema semplicità. Un sito e un’app multilingua, con registrazione rapida e immediato accesso a una bacheca, in cui fare ricerche (per nome, sesso, nazionalità, zona di permanenza, zona di approdo) e lasciare messaggi. Un servizio di geolocalizzazione mostrerà poi non solo gli altri utenti nei paraggi ma anche i mediatori culturali più vicini, con i recapiti per contattarli velocemente. Infine, un’area con tutta la modulistica e la documentazione necessaria per le proprie esigenze.

“Il telefonino lo usano per comunicare ma anche per portare con sé i ricordi dei parenti (foto, video, messaggi) e talvolta per usarlo come Gps quando si trovano in mare”, spiega a ilfattoquotidiano.it Fernando Chironda, attivista del Comitato 3 Ottobre: “Il telefono è di fatto l’unica vera risorsa di chi parte in quelle condizioni. Un appiglio per restare in contatto con chi si ama”.

“L’agonia del viaggio dei migranti continua anche dopo il loro sbarco in Europa“, spiega ancora Chironda. “Molti migranti vengono separati dai loro cari oppure sono costretti a vivere rinchiusi in centri senza la possibilità di interazione con il luogo di approdo. I familiari e parenti che già vivono in Europa da tempo, spesso non sanno o non hanno modo di rintracciare i loro cari dopo il momento in cui salgono sulle imbarcazioni di fortuna che li portano in Europa. In questo modo spesso sono soggetti a rimanere a lungo senza poter conoscere il destino dei loro familiari. Inoltre, i più fortunati, quelli che riescono a raggiungere il nostro paese/continente, spesso si trovano disorientati  per mancanza di conoscenza della lingua e per la difficoltà d’accesso a informazioni e servizi basilari che sono difficilmente reperibili”.

Il progetto richiede 15mila euro per essere realizzato (5mila per la progettazione di un sito multilingua, 4mila per lo sviluppo del sito, 6mila per lo sviluppo delle app) e sarà finanziabile su WithYouWeDo per 90 giorni. Qui il link all’iniziativa.