Il guardasigilli annuncia l’ennesimo accordo tra le forze di maggioranza mentre il suo stesso partito si divide. Continua il dibattito sulla riforma del processo penale al Senato, dopo che il testo era stato licenziato dalla Camera praticamente un anno fa. Dopo una serie di battute d’arresto, il Pd e il Nuovo Centrodestra dovrebbero adesso avere raggiunto una linea comune sull’annoso nodo della prescrizione.  “Ci sono le condizioni di un accordo”, dice il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al termine dei lavori pomeridiani della commissione giustizia di Palazzo Madama.

“Si terrà conto – ha detto il guardasigilli – dell’innalzamento pene che si è realizzato con la legge anticorruzione“, evitando che il meccanismo sulla prescrizione introdotto dalla Camera porti “a tempi biblici prima del’intercorrere della prescrizione“, estendendo al contempo “la platea dei reati a tutti quelli che hanno un’origine che si basa sulla relazione di uno o più soggetti”. In pratica, “aumenta la prescrizione in modo da tener conto dell’aumento di pena che nel frattempo era intervenuto”.  Per quanto riguarda invece l’istituto in generale, l’accordo dovrebbe prevedere che prescrizione si blocchi dopo la sentenza di primo grado, con diciotto mesi di tempo per celebrare il processo di Appello e altri 18 per quello in Cassazione.

“È un punto di partenza -ha concluso Orlando- che sottoponiamo alla discussione della commissione, terremo conto delle posizioni costruttive delle opposizioni. Questo è l’assetto che è emerso, possiamo ulteriormente perfezionarlo nel confronto in commissione, ma mi pare che questo nodo politico dopo tanto sia stato sciolto”. Ma mentre il guardasigilli annuncia un presunto passo avanti verso il varo della riforma ecco che il Pd si è spaccato proprio sull’emendamento che prevede lo stop dei tempi di prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Uno dei relatori dem, Giuseppe Cucca , ha infatti deciso di ritirare la firma, mentre l’altro relatore, Felice Casson (Pd), la mantiene. E al posto di Cucca, ha deciso di condividere  la proposta presentata dai relatori all’articolo 7  il senatore del M5S, Maurizio Buccarella. Quindi la proposta di modifica verrà comunque messa ai voti, ma probabilmente in serata visto che la commissione Giustizia del Senato dovrebbe riprendere i suoi lavori in seduta notturna.

Nonostante le dichiarazioni di Orlando, però, al momento la commissione Giustizia di palazzo Madama sta ancora esaminando i vari emendamenti presentati al testo e la riformulazione di uno in particolare ha scatenato le ire del centrodestra. Nel dettaglio si parla di una proposta di modifica che è stata presentata dai senatori di Ap Gabriele Albertini e Laura Bianconi e che di fatto, così come sarebbe stata riformulata, aumenterebbe “della metà” i tempi della prescrizione previsti nel secondo comma dell’articolo 162 del codice penale.  Scatenati i commenti di Carlo Giovanardi  che parla di “proposta surreale” e del verdiniano Ciro Falanga che avverte che “così com’è non lo voterà mai”.