Ora Chinyere racconta un’altra verità, sostiene il Corriere della Sera: è stato Emmanuel Chidi Namd a vibrare il paletto stradale contro Amedeo Mancini, e non il contrario. Lo avrebbe sostenuto durante il secondo interrogatorio la vedova del 35enne nigeriano ucciso a Fermo. Ma la Procura della città marchigiana smentisce e lo stesso fa il legale di Chinyere, Letizia Astorri: “Non ha ritrattato, né ha cambiato la sua versione dei fatti”. Secondo il Corriere, la 24enne ha raccontato che nel corso della colluttazione è stato il suo compagno a sollevare da terra il segnale stradale e a scagliarlo contro l’ultrà che lo aveva insultato, provocandone la caduta a terra. Una circostanza confermata da altri testimoni.

In preecedenza la ragazza aveva fornito un’altra versione: aveva raccontato che era stato Mancini, finito in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato da finalità razziste, a utilizzare il paletto contro Emmanuel. Ora Chinyere potrebbe rischiare di vedersi contestato il reato di falsa testimonianza: lei si difende spiegando la discordanza tra le due versioni dipende dallo stato di shock in cui si trovava nel momento in cui aveva raccontato la prima volta i fatti agli inquirenti. I legali sostengono che lei non avrebbe ritrattato ma precisato alcune circostanze e che la nuova versione non cambia la sostanza del resoconto fornito.