“Con la tecnologia e le risorse che ci sono oggi a disposizione è inaccettabile catalogare la tragedia pugliese come un incidente”. Sono le parole scritte sul sito di Beppe Grillo dai parlamentari M5S in riferimento allo scontro frontale fra treni avvenuto tra Andria e Corato, che ha causato la morte di 23 persone. Gli eletti, nel post dal titolo “Non è stato un incidente”, rivendicano di aver presentato un’interrogazione su quella tratta ferroviaria già nel 2013. “Se nel 2016 ci sono ancora tratti ferroviari a binario unico – proseguono  – è perché è stato deciso di non investire lì. Se anziché spendere miliardi di euro per bucare la Val di Susa per l’opera inutile della Tav si fossero usati quei soldi per sistemare questa e altre tratte monorotaia oggi non saremmo a piangere 27 morti”.

Ricordano inoltre che “nella legge di stabilità 2015 il governo di Renzi e Delrio, ministro dei trasporti, ha assegnato 4 miliardi e mezzo per il miglioramento della rete ferroviaria del centro nord e 60 milioni per quella del sud ovvero l’1,3% del totale stanziato”. Poi si domandano: “Troppe rocce? Per il binario unico dove i treni si sono scontrati era pronto un progetto di raddoppio dal 2007. Il problema non è la velocità, ma la sicurezza. Sulla tratta di Andria mancano i sistemi automatici che azzerano il rischio: non ci sono i sensori, presenti sulla stragrande maggioranza della rete ferroviaria italiana, che, a man a mano che il treno avanza, comunicano eventuali ostacoli e, nel caso, attivano automaticamente procedure di rallentamento o di stop”.

M5s attacca anche il mancato utilizzo dell’investimento dei “180 milioni di fondi europei, scaduti nella prima tranche il 31 dicembre 2015″. E a denunciarlo, scrivono, erano stati “gli attivisti M5S di Andria alla fine dello scorso anno. Il Grande progetto di adeguamento ferroviario dell’area metropolitana del Nord barese – continuano – includeva fra gli interventi anche il raddoppio di quel binario. Ma si è perso tempo con gli espropri, con le autorizzazioni, con l’impiego delle risorse. Il progetto non è mai partito, il binario è rimasto unico. Questo avrebbe ridotto una parte del rischio”.

Sono “almeno altri tre anni” quelli che “sono andati persi nei percorsi della burocrazia” e così, accusano i parlamentari, “si arriva al 16 giugno scorso, quando la Ferrotramviaria ha comunicato una proroga (al 19 luglio 2016) per la scadenza della presentazione delle domande di partecipazione alla gara, inizialmente prevista per il 1 luglio. Il portavoce del MoVimento 5 Stelle di Andria alla Camera Giuseppe D’Ambrosio aveva presentato un’interrogazione sulla situazione dei fondi e della cantierizzazione fin dal giugno 2013, ben 3 anni fa. Ma prima Lupi, e poi Delrio non hanno mai risposto. Non è stato un incidente. Ai familiari delle vittime il nostro più profondo cordoglio”, concludono.