Primo incontro tra Papa Francesco e la neo sindaca di Roma. Virginia Raggi è arrivata in Vaticano accompagnata dai genitori e dal figlio di sei anni. L’udienza privata è durata circa 20 minuti. “E’ andata bene. Abbiamo parlato, è una persona di una umanità profonda”, ha detto la prima cittadina che poi ha pubblicato su Twitter una foto che la ritrae mentre stringe la mano a Bergoglio. “Una grande emozione. Colpita dalla sua profonda umanità. Grazie”.

La sindaca Cinque stelle ha voluto omaggiare il pontefice con “La voce della Roma dimenticata”. Una video raccolta di messaggi, appelli, inviti e testimonianze delle periferie più in difficoltà della Capitale, che la Raggi ha mostrato a Bergoglio dal suo tablet. Da Ostia a Corviale, passando per San Basilio e Tor Bella Monaca, decine di romani hanno rivolto un proprio pensiero al Santo Padre augurandogli di “andare avanti con quanto sta facendo”. “Questo è stato il nostro pensiero – ha scritto la Raggi su Facebook – farci testimoni di quelle voci, con l’auspicio che questo cammino comune rappresenti un sostegno soprattutto per quella parte di città abbandonata, che vuole e deve, tornare a farsi sentire”.

“Il riscatto morale e spirituale di Roma è importante per la politica – ha detto dopo l’udienza la Raggi in un’intervista a Radio vaticana – ancora di più dopo tutti i tragici e spregevoli eventi che vanno sotto il nome di Mafia Capitale ma che in realtà poi coinvolgono tanti anni di cattiva politica. E’ necessario che i romani, le persone, i cittadini, capiscano che c’è qualcosa che va aldilà del proprio bene: il bene comune, l’interesse generale; è qualcosa che supera il particolarismo e l’egoismo. Credo che noi abbiamo il dovere di riportare questi valori di comunità all’interno di un’amministrazione e di tutte le istituzioni”.

La neo sindaca ha poi parlato dei rapporti tra la capitale e il Vaticano e sul pontificato di Francesco. “La Chiesa ha sicuramente un ruolo importantissimo in tutta Italia, ma a Roma in particolare anche perché è ‘di casa’; siamo vicini, ci guardiamo da un lato all’altro del Tevere – ha commentato – Devo dire che ho apprezzato molto le parole dell’Enciclica Laudato si’, mi sembrano estremamente attuali e moderne; parlano di cambiamenti climatici, di urbanistica come, talvolta, di uno scempio al paesaggio quando viene fatta senza rispettare le regole, dello spirito di comunità, delle persone più fragili. Devo dire che in quella enciclica c’è molto della società romana di oggi”.

Poi un passaggio sulle Olimpiadi: “I romani che fino ad oggi in campagna elettorale non mi hanno mai parlato di Olimpiadi. Se i romani mi dovessero chiedere un referendum lo valuteremo, ovviamente però esponendo tutti i pro e i contro, i costi e ricordano che proprio l’anno scorso nel 2015 noi abbiamo finito di pagare la rata annuale da 92 milioni di euro dei Mondiali di Italia ’90. Fatevi i conti e capite quanto questi eventi pesano sulle spalle dei cittadini”. “Questo è fondamentale – ha aggiunto – Nessuno vuole portare Roma a livelli non competitivi con le altre città europee, ci mancherebbe altro, ma in questo momento nel quale abbiamo un debito di 13 miliardi di euro solo sulla gestione straordinaria, credo che chiedere ai cittadini di indebitarsi per almeno altri 20, 30, 40 anni non sia etico, non sia giusto”.

Nel suo intervento all’emittente vaticana la sindaca si è soffermata molto sul tema dei rifiuti. “Un tema che stiamo attenzionando in maniera particolare. In questi giorni sono in linea diretta con il presidente Daniele Fortini (numero uno dell’Ama, ndr), perché ritengo fondamentale uscire da questa fase di pre-emergenza o quasi emergenza che a mio avviso è stata originata da una cattiva politica ed una cattiva programmazione. Quindi – ha proseguito la Raggi – adesso è fondamentale uscire da questo stato e ricominciare a programmare con una visione del ciclo dei rifiuti che si inserisca all’interno di un disegno di economia circolare che, tra l’altro, anche la stessa Enciclica riprende. Parla proprio di un’economia che non si fonda più sul consumo e sullo scarto, ma sulla possibilità dei beni, degli oggetti, delle cose di essere comunque riassorbiti all’interno di un ciclo produttivo e quindi di rientrare in circolo, magari con una forma diversa“.

Poche ore prima era stato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a lanciare l’allarme: “Preoccupa molto la situazione dei rifiuti di Roma: le difficoltà che si stanno registrando in tutti i quartieri della città non derivano solo da eventi contingenti, come gli scioperi o gli incendi delle ultime ore, ma anche e soprattutto da una carenza strutturale di impianti di trattamento, che riguarda tutta la Regione e che è già oggetto di una prima condanna da parte dell’Europa”.