Sugli scenari probabilistici dei prodotti finanziari, il governo Renzi predica bene e razzola male. Se da un lato il ministro Carlo Calenda e il viceministro Enrico Zanetti attaccano la Consob per averli eliminati nei prospetti informativi delle obbligazioni di Etruria, Banca Marche, Cariferrara e CariChieti. Dall’altro l’esecutivo dimentica di inserire nel decreto mutui l’obbligo di indicare chiaramente le probabilità di dover pagare più del previsto quando si contrae un finanziamento in valuta estera.

L’incongruenza fra il dire e il fare emerge nel dossier completo sul decreto approvato lo scorso 20 maggio. Nella corposa documentazione, appena pubblicata, compare anche un parere della Commissione finanze della Camera che consiglia al governo di inserire gli scenari probabilistici nei prospetti per i mutui contratti in moneta straniera. Finanziamenti che, va detto, sono una parte marginale dei crediti ipotecari concessi dagli istituti di credito. Relativamente “ai finanziamenti in valuta estera, valuti il Governo l’opportunità di prevedere espressamente che i prospetti informativi dedicati alla clientela, oltre a illustrare i rischi di cambio e di interesse, nella sezione dedicata ai rischi tipici dell’operazione forniscano esemplificazioni chiare e utili per comprendere il possibile impatto di tali rischi sulle somme che il debitore deve ripagare”, si legge infatti nel parere, non vincolante, della Commissione finanze sulla questione mutui.

Tuttavia il testo definitivo del provvedimento, che introduce per le banche gli espropri facili sugli immobili in caso di inadempienza del creditore, non ha recepito il suggerimento. “Il governo Renzi dopo aver deciso di dare direttamente alle banche la proprietà della casa di chi non riesce a pagare le rate del mutuo, cancellando le tutele offerta dal procedimento davanti al giudice, ha deciso di infischiarsi del parere con cui il parlamento ha chiesto che i prospetti informativi evidenzino meglio i rischi che si corrono a stipulare mutui in valuta estera – dichiara Marco Baldassarre, deputato di Alternativa Libera – Evidentemente l’unica preoccupazione di Renzi è tutelare gli interessi dei banchieri e non quelli dei cittadini”.

Non è del resto l’unica circostanza in cui il governo si contraddice sul tema degli scenari probabilistici. E’ accaduto anche il 18 febbraio 2016, sempre in Commissione finanze. Rispondendo ad un’interrogazione della deputata M5s Carla Ruocco, il viceministro Luigi Casero spiegava: “Con riguardo alle possibili iniziative per reintrodurre gli scenari probabilistici nei prospetti informativi degli strumenti finanziari, deve premettersi, atteso che la materia è oggetto di discussione in sede comunitaria, che l’adozione dell’iniziativa in esame sarebbe allo stato in contrasto con la disciplina europea di riferimento”. Nel documento, riportato dall’agenzia Public Policy, il viceministro puntualizzava poi che “nel nostro ordinamento non vi è mai stato alcun obbligo, asseritamente soppresso dalla Consob, di inserire scenari probabilistici di rendimento nei prospetti relativi a obbligazioni (ivi incluse le subordinate)”. E aggiungeva infine “l’inserimento di scenari probabilistici di rendimento nella documentazione d’offerta di obbligazioni non risulta più coerente con il quadro normativo di riferimento”. Ma la coerenza sembra ormai un lusso che sono davvero in pochi a permettersi.