Che possa buttarla giù è tutto da dimostrare, ma che abbia occupato un posto d’onore nei cuori del pubblico dei fantasy è un dato di fatto. Anzi, è fatto di dati. Oltre 170 paesi collegati in contemporanea per la sesta stagione di Trono di Spade, la serie tv più attesa degli ultimi anni. Originata dai romanzi di George R.R. Martin tradotti in 20 lingue, soltanto in Usa partì da 2,2 milioni di spettatori dell’esordio nel 2011. Un’ascesa costante che nella sesta stagione, tuttora in corso, è arrivata a superare abbondantemente i 7 milioni di media. Andamento più discontinuo per l’Italia. Tanta curiosità all’inizio, con 356.000 telespettatori, poi varie salite e altrettante discese. Tanto che la final-season numero 5 chiuse con 247.000 spettatori.

Si tratta di un funesto sceneggiato scritto con classe narrativa, fantasia tolkeniana e crudeltà shakespeariana. Tinte dark e ambizioni visive da kolossal. Tante location spagnole e scozzesi diventate sogni turistici dei fan, produzioni da 6 milioni di euro a episodio. Questo medioevo parallelo, popolato da sovrani incestuosi, cuori impavidi, draghi redivivi, cavalieri corrucciati, creature magiche e personaggi double face, è incentrato su intrighi e scontri tra le sette casate che corrono alla conquista del Trono di Spade. Tanto sangue e sesso insieme non si erano mai visti in una serie tv. Sicuramente non in una cappa e spada.

A Martin, già autore televisivo prima dell’esplosione del Trono, per le correlazioni dei suoi scritti con alcune pagine di storia sono state affibbiate ispirazioni all’Inghilterra altomedioevale, per la divisione nei sette regni. Dalle biografie di Edoardo IV, Riccardo III e dalla storia dei Borgia provengono alcune storie efferate dei fratelli Stark e famiglia, tra i protagonisti principali. Persino certe reminiscenze da Dante e Machiavelli tendono la loro ombra sul crudele episodio delle Nozze Rosse. Mentre l’ispirazione al Vallo di Adriano fu confessata dallo stesso scrittore in un’intervista: la muraglia edificata dai Romani per separare la colonia della Britannia dalla Caledonia tramutata (dopo un suo viaggio in Gran Bretagna) nella barriera di ghiaccio che separa Westeros dalle più gelide terre del Nord.

Come di consueto, la Warner, dopo la messa in onda Hbo, ne sforna il cofanetto riepilogativo delle stagioni edite. E quest’anno, mentre nella tivù di Murdoch Jon Snow risorge da una pioggia di pugnalate, sua sorella Arya (anzi sorellastra) prende lezioni di bastone e bastonate da orbi, e Daenerys, regina dei draghi ignifuga e nudista, mette nuovamente in ginocchio i barbari Dothraki, è di turno l’aggiunta della quinta stagione in Blu-Ray e Dvd. Chissà cosa accadrà nel proseguimento della serie, visto che i gli episodi della stagione numero sei sorpassano per la prima volta i romanzi. Intanto la valanga di contenuti speciali cresce, portando i dischi a quota 23. In Anatomia di un episodio si esplora il making-of, partendo dalla scrittura  per arrivare agli effetti della final-season Madre misericordiosa. Tornando alle ispirazioni storiche, se ne approfondiscono non poche, insieme a quelle mitologiche (a partire dalla Guerra delle Due Rose) in La storia reale che ha ispirato Game of Thrones e Storie & tradizioni.

Per l’occasione tornano a parlare del Trono anche attori usciti dal cast per la morte dei loro alter ego, e tra lunghi minutaggi di animazioni e approfondimenti direttamente dalle voci dell’autore e dello sceneggiatore David Benioff, la ciccia per i golosi del genere non è poca né da poco conto. Com’è il tutto? Basato su una trama complessa e cerebrale. Un’epica televisiva complicata e fiera, che riserva colpi di scena e morti che nessuno si aspetterebbe mai e diventati marchio di fabbrica di questo tele-franchise. Brillante scrittura che, nonostante l’uso della macchina da presa da sceneggiato, eleva il titolo a serie di prestigio, e una quantità e varietà di personaggi che sarà difficile non trovare qualche prediletto o prediletta, né qualche antipatica nemesi. Se la ricorrente assenza di moralità in un prodotto di fiction vi assilla quanto sesso e violenza, tenetevi a distanza. Ma se il peccato, e soprattutto i peccatori v’incuriosiscono, o addirittura vi appassionano, forse si aprirà una breccia. Attenzione però, recuperare una serie del genere (50 episodi sull’unghia) è un’immersione alquanto impegnativa. Perciò se deciderete di farlo, prendete bene il fiato.