Referendum, obiezione di coscienza, sindaci che si rifiutano di registrare le unioni civili appena approvate, la macchina contraria al progresso dei diritti si sta già muovendo, come un canto del cigno di chi si è visto sconfitto, confinato dalla parte sbagliata della storia.

I primi (e ci mancherebbe che non fossero loro) sono stati i Leghisti, con Salvini che ha ordinato ai propri sindaci di non rispettare la Legge dello Stato e Bitonci pronto a prendere la palla al balzo. Per inciso, a Padova, pare ci sia tensione anche per un astronomo dell’Università, tal professor Galilei, che sarebbe arrivato a dire che è la terra a girare attorno al sole e non il contrario. Città davvero sfortunata con tutti questi “anomali individui”.. Tornando al caso di questi giorni, inutile far notare al Segretario della Lega che il Sindaco è un’istituzione al servizio dei cittadini (tutti!) e non del partito di cui fa parte, anche se la Lega Nord si fa forte a non considerarne la differenza, considerando i ruoli pubblici sottoposti agli ordini di scuderia.

Si sono mossi anche i cosiddetti “cattolici”, dal Popolo del Family Day fino ai Parlamentari centristi, pronti a indire un referendum. Sinceramente la parola “cattolici” mi suona strano accostata a costoro, che sarebbe meglio definire integralisti; integralisti dentro una realtà che non esiste più, gelosi delle proprie limitatezze e incapaci di vedere la bellezza che è insita nell’allargare, includere, favorire la serenità. La carità cristiana qui, non è di casa e neppure la logica. Minacciano ripercussioni ad ottobre, nel referendum sulla Riforma Costituzionale e, contemporaneamente di indire un referendum abrogativo del ddl Cirinnà, Referendum abrogativo che dovrebbe raggiungere un quorum nettamente inferiore se passasse la Riforma. Non fa una piega…

Ad ogni modo ben venga il referendum, così sarà il popolo italiano a ridimensionarne la rappresentanza, a dimenticarli come una pagina ingiallita e transitoria, del fin troppo lungo percorso verso un’Italia migliore. La storia dei paesi a noi vicini ci insegna che su questi temi non si torna indietro qualunque governo si sussegua e anche la storia italiana, con i referendum su aborto e divorzio ci dice che è e sarà così. Una volta acquisiti i diritti, i popoli li confermano, tutto diventa ovvio e naturale dimostrando così come la realtà sia più avanzata delle paure di certa classe politica. Chi non ha voluto questa legge è una minoranza, ben organizzata, ben rappresentata e iper-pubblicizzata e ospitata ma, pur sempre, una minoranza. La maggioranza degli italiani ha già accettato e considerato le unioni civili solo un valore aggiunto, plaudendo ad una legge che ora è arrivata. È il primo passo di un percorso non concluso; chi ha deciso di stare dalla parte del passato, si rassegni, questa volta vince l’Italia.