Il Parlamento approva le Unioni civili, la Lega Nord si appella ai suoi sindaci perché disobbediscano e non celebrino le nozze tra persone dello stesso sesso. “Sindaci della Lega disobbedite”, ha detto il segretario del Carroccio Matteo Salvini. ”E’ una legge sbagliata“, ha spiegato all’Ansa, anticamera delle adozioni gay”. Il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, esponente del Carroccio, lo aveva anticipato: “Da sindaco mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto”.

A loro ha risposto in serata il presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Nessuno ha diritto a disapplicare la legge”, ha detto a Radio Capital, “di fronte alla legge si ferma il politico, persino il magistrato. Se a Padova Bitonci non vorrà celebrarle, lo farà qualcun altro ma il Comune ha l’obbligo e la responsabilità giuridica di farlo, Bitonci non potrà rifiutarsi di delegare a qualcun altro. E’ una battaglia finalizzata solo alla strumentalizzazione”.

Martedì 10 maggio era stato il candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini, sostenuto da Forza Italia, Ncd e La Destra, a dire che in caso di elezione non applicherà la legge. Il fatto che la gran parte del Nuovo Centrodestra abbia votato a favore della legge alla Camera diventa tra l’altro motivo di polemica tra alfaniani e leghisti: “Il furbo tentativo di Marchini sulle unioni omosessuali – dice Barbara Saltamartini, deputata romana del Carroccio ed ex Ncd – si infrange su due dati di fatto. Il primo è che purtroppo ci sarà una legge, il secondo che qualora diventasse sindaco dovrà celebrare le nozze gay visto che i suoi principali alleati in queste elezioni romane, hanno votato sì alla fiducia posta dal governo e approvato il testo Cirinnà”.

In precedenza Salvini aveva spiegato di essere contrario alla legge ma non per motivi religiosi. Piuttosto perché “la Cirinnà è l’anticamera delle adozioni gay. Il progresso non è avere due madri, due padri, tre cugini…E’è la fine della società. A questo punto perché limitarti al matrimonio tra due persone, facciamo anche quattro o cinque come proponeva un senatore del M5S…”.