Si può arrivare in semifinale giocando appena due partite in un torneo al quale non avresti dovuto partecipare? Per informazioni chiedere a Lucas Pouille, 22enne francese che era fuori dal tabellone degli Internazionali di Roma e invece sabato affronterà in semifinale Andy Murray. Il tennista francese è stato quanto meno fortunato. Aveva infatti perso l’ultima partita delle qualificazioni del Master 1000 romano. Valigie in mano, era pronto a salutare la Capitale. Ma a poche ore dal via Jo Wilfried Tsonga, testa di serie numero 7 nel main draw, ha dato forfait per un problema agli adduttori. E Pouille è stato ripescato, portandosi a casa l’accesso al torneo e il “bye”, ovvero il passaggio del turno assegnato alle prime otto teste di serie del tabellone e quindi anche a Tsonga che lui era andato a sostituire.

Ha così guadagnato l’accesso al secondo turno senza giocare. Poi, finalmente, ha toccato la terra rossa del Foro Italico contro il lettone Ernests Gulbis, 84esimo al mondo. Perso il primo set 6-3, Pouille si è rifatto e ha conquistato il match con un 6-4 7-5 in rimonta. Negli ottavi, un ostacolo duro, David Ferrer. Lo spagnolo è uno specialista sulla terra rossa e lo scorso anno era arrivato in semifinale a Roma. E qui Pouille è stato molto bravo. Utilizzando il suo gioco vario che gli è valso grandi progressi nell’ultimo anno, ha strappato la vittoria con una partita quasi perfetta chiusa sul 6-4 6-1. Accesso ai quarti guadagnato e sorpresa per l’avversario, che avrebbe dovuto essere Stan Wawrinka, almeno sulla carta. Giovedì lo svizzero ha però ceduto a Juan Monaco, argentino numero 114 del ranking Atp. Un accoppiamento facile, dunque, per Pouille. Il francese non è dovuto neanche scendere in campo: Monaco si è ritirato a causa di un problema all’anca.

Così, giocando appena due partite, il francese si è ritrovato in semifinale dove sfiderà Andy Murray. Si tratta del risultato più importante della sua giovane carriera e gli varrà – a prescindere dal risultato di sabato contro lo scozzese – un balzo di ben 21 piazze in classifica che vuol dire anche certezza di una testa di serie al Roland Garros poiché salirà almeno in 31esima posizione nel ranking. Un anno fa, Pouille, era n. 108 al mondo, poi ha iniziato una scalata regolare che lo ha condotto prima nei Top100 poi dallo scorso mese nei migliori 50. E se sabato dovesse approfittare della ‘freschezza’ contro Murray conquisterebbe una clamorosa finale, appena la seconda della carriera dopo quella giocata a Bucarest a fine aprile e persa contro Verdasco.