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Giochi olimpici, doppia doccia fredda per Salvini e Zaia: saltano la variante a Cortina da 600 milioni di euro e la foresteria per gli atleti

Sconfessati anni di promesse politiche. Le priorità ora sono altre: ecco tutte le novità
Giochi olimpici, doppia doccia fredda per Salvini e Zaia: saltano la variante a Cortina da 600 milioni di euro e la foresteria per gli atleti
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Doppio smacco olimpico a Cortina, nove mesi dopo la celebrazione dei Giochi invernali. In un colpo solo scompare dall’orizzonte delle opere viarie la principale delle infrastrutture di tutto il Piano Olimpico, il Lotto 2 della Variante stradale da quasi 600 milioni di euro che avrebbe dovuto bypassare il paese con una galleria di quattro chilometri e mezzo sotto il massiccio delle Tofane. Allo stesso tempo viene archiviato il progetto di costruire una foresteria per gli atleti delle nazionali che utilizzeranno lo Sliding Centre “Eugenio Monti”, in quanto localizzata in un’area a rischio inondazioni.

Una prima doccia fredda si è abbattuta sul centro turistico durante il Consiglio comunale in cui è stato approvato il progetto del Lotto 1 della Variante, una bretella di ingresso in paese, del costo di 63,2 milioni di euro, che dovrebbe essere pronta per il maggio 2029. A sorpresa, il sindaco Gianluca Lorenzi ha dato un annuncio riguardante il molto più impegnativo Lotto 2, il vero by-pass di Cortina, che ha ufficialmente una stima di 483 milioni di euro. In realtà si viaggia già verso i 600 milioni di euro, che ne fanno l’opera più importante, dal punto di vista dell’eredità olimpica. Un’eredità non ci sarà, anche se la Regione Veneto aveva sempre sostenuto la bontà dei Giochi proprio perché attrattivi di finanziamenti statali per portare sia l’attraversamento verso nord di Cortina, che la variante di Longarone. Mentre quest’ultima è entrata nella fase del bando di gara, il Lotto 2 è destinata a restare un eterno sogno.

Vestendo i panni dell’amministratore “green”, favorevole a una mobilità “più sostenibile”, Lorenzi ha cancellato i discorsi, le promesse e i progetti che per sei anni sono stati distribuite a piene mani, sia dall’ex governatore Luca Zaia, che dal ministro Matteo Salvini. Lo ha fatto in modo un po’ fumoso, ma il senso è chiaro: “Il lotto 2 non è stato bocciato e non è stato escluso dalle valutazioni dell’Amministrazione… stiamo facendo considerazioni approfondite, anche alla luce delle possibili ricadute sulla viabilità complessiva e del rischio che possa favorire un incremento del traffico pesante lungo la SS51”. Si tratta dei dubbi che da sempre hanno accompagnato il progetto, in quanto premessa per aprire il traffico pesante verso nord, fatti propri dalle associazioni ambientaliste, per questo tacciate di disfattismo.

Lorenzi adesso imbraccia quelle tesi, con un colossale dietrofront: “La nostra intenzione non è quella di rinunciare a priori all’intervento, ma di valutare attentamente quale sia la soluzione migliore per il futuro del territorio, tenendo conto delle esigenze di mobilità, della sostenibilità ambientale e della qualità della vita dei cittadini”. In realtà ammette che con la Regione Veneto e il ministero delle Infrastrutture è in corso un confronto per studiare soluzioni alternative. Per fare che cosa? “La priorità, in questo momento, è affrontare una criticità che Cortina conosce da sempre: la strettoia di Zuel e i problemi di circolazione e sicurezza alle porte del paese”. La verità è che il Lotto 2 resta nel libro dei sogni, vengono sconfessati anni di promesse politiche e si punta a scambiare l’appalto con un intervento a Zuel.

La seconda doccia fredda è arrivata dall’archiviazione del progetto di costruire una foresteria per atleti nei pressi dello Stadio Olimpico. La Guest House, del costo di 4,8 milioni di euro, è stata inserita recentemente negli interventi di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), braccio operativo del ministero di Salvini per realizzare le opere olimpiche. Inizialmente non era prevista, poi l’amministratore delegato Fabio Massimo Saldini ha aperto questo capitolo per rispondere alle esigenze delle squadre che in futuro dovrebbero allenarsi sulla nuova pista di bob, skeleton e slittino. È così spuntato un complesso composto di quattro corpi, con 40 camere doppie e bagno privato, che potrà ospitare 80 atleti. È composto di tre livelli fuori terra, più un livello interrato, per una superficie coperta di 613 metri quadrati.

A inizio ottobre è stata avviata la Conferenza dei servizi per raccogliere i pareri degli enti interessati. Ed è scoppiato il bubbone. L’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali non ha dato l’autorizzazione “rappresentando profili di incompatibilità con il quadro pianificatorio e vincolistico vigente”. Il 18 dicembre 2025, infatti, due deliberazioni della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino hanno fatto adottare “in regime di salvaguardia, gli aggiornamenti del Piano Gestione Rischi Alluvioni (2027-2033)” che sono diventati efficaci dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 21 gennaio 2026. Si è scoperto che l’area dove dovrebbe sorgere la Guest House non è lontana dal Boite, il corso d’acqua di Cortina, ed è soggetta a rischi alluvionali. Per questo Simico è stata costretta ad archiviare il progetto. Serviranno approfondimenti tecnici e finanziari per capire se e dove la Guest House potrà essere costruita.

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