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Petrolio Genova, nuovo sversamento nel Polcevera: sostanza infiammabile non identificata

I Vigili del fuoco sono impegnati dalle 19 del 2 maggio per arginare la perdita. La zona interessata è quella di San Quirico, a circa un chilometro dal luogo dell'incidente del 17 aprile scorso. Quattro gli indagati per la rottura del tubo dell'oleodotto Iplom
Petrolio Genova, nuovo sversamento nel Polcevera: sostanza infiammabile non identificata
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Nuovo allarme a Genova dove dalle 19 del 2 maggio i Vigili del fuoco sono impegnati per lo sversamento di una sostanza infiammabile nel torrente Polcevera. La zona interessata è quella di San Quirico, a circa 1 Km dal luogo dello sversamento di greggio del 17 aprile scorso. L’area è stata cosparsa di schiumogeno. Al momento non è stata individuata la provenienza né il tipo di sostanza, ma secondo alcune fonti si tratta sicuramente di un idrocarburo. I vigili del fuoco hanno creato un invaso stendendo a valle delle panne assorbenti e hanno buttato la schiuma, poi si procederà ad aspirare la sostanza. 

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Intanto nelle scorse ore è arrivata la notizia che il sostituto procuratore di Genova Walter Cotugno ha indagato tre persone, oltre al direttore della Iplom Vincenzo Columbo, nell’ambito dell’inchiesta sullo sversamento del 17 aprile a causa della rottura di un tubo dell’oleodotto, portando a quattro gli iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un responsabile della manutenzione, di un direttore tecnico responsabile dell’impianto e di un consulente esterno. I primi due, come Columbo, sono accusati di disastro ambientale colposo, mentre il terzo di falso per non avere comunicato alla capitaneria di porto e ai vigili del fuoco che vi erano oltre 20 punti critici nelle condutture a rischio rottura, scrivendo al contrario che era tutto a posto. Le nuove iscrizioni dei due responsabili della manutenzione sono “un atto tecnico” spiegano dalla procura, visto che oggi è stato dato l’incarico all’ingegnere Sandro Osvaldella di esaminare e analizzare il segmento della tubatura e accertare le cause del disastro.

L’amministratore delegato di Iplom Giorgio Profumo, in un’intervista al Secolo XIX ha detto: “Un errore di valutazione c’è stato. Siamo pronti a accettare il processo ma riteniamo di essere negli standard di sicurezza del settore. Siamo consci di essere un’azienda a rischio ma sappiamo gestire il rischio, prevenire gli incidenti, porvi rimedio”.

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