I conti di Expo sono migliori di quanto annunciato da Giuseppe Sala, ma il rosso di bilancio registrato nel 2015 e negato per settimane rimane. È quanto si può dedurre dalla breve nota con cui la società comunica un patrimonio netto di 30,7 milioni di euro a fine 2015 e di 23 milioni al 18 febbraio 2016, subito dopo la sua messa in liquidazione e le dimissioni dell’attuale candidato sindaco di Milano. Per capire cosa abbia consentito il ritocco all’insù del patrimonio netto, che Sala aveva previsto positivo per 14,2 milioni di euro, bisognerà in ogni caso attendere la pubblicazione del bilancio, che di recente è stata posticipata dalla fine di aprile alla fine di giugno.

Il comunicato stampa di Expo si limita infatti a dire che in giornata “ha avuto luogo la consegna da parte del dott. Giuseppe Sala, a termini di legge, del rendiconto sulla gestione, del conto economico e dello stato patrimoniale della società al 31 dicembre 2015 e relativa integrazione fino al 18 febbraio 2016, data di effettivo insediamento dei liquidatori. Da detta documentazione risulta un patrimonio netto a fine 2015 di 30,7 milioni di euro, rettificato alla data di messa in liquidazione della Società in 23 milioni di euro”. Numeri che, come detto, non cancellano le perdite del 2015, valutate in 30,6-32,6 milioni nella relazione del cda discussa dai soci nell’assemblea dello scorso 9 febbraio. Non è al momento chiaro se il nuovo rendiconto consegnato da Sala conferma o ritocca al ribasso tale valore, che in ogni caso rimane negativo.

La variazione del patrimonio netto era stata anticipata dal presidente del collegio dei liquidatori Alberto Grando nella stessa seduta in commissione a Palazzo Marino in cui aveva comunicato lo slittamento della chiusura del bilancio. In quell’occasione Grando aveva fatto riferimento alla necessità che i soci, in particolare governo, comune e regione, rifinanziassero la società con un contributo inferiore ai 48 milioni previsti dalla già citata relazione del cda. Quanto sarà il reale fabbisogno per il 2016 non è ancora chiaro, visto che la nota di Expo si conclude senza farne alcun riferimento: “Sulla base delle risultanze contabili ricevute dalla gestione di Expo 2015, il collegio dei liquidatori provvederà alla predisposizione del progetto di liquidazione nonché agli ulteriori adempimenti della procedura liquidatoria”.

Senza la pubblicazione del bilancio restano aperte molte domande. Ecco la prima: a che cosa è dovuto il miglioramento nel rendiconto del 2015? E ancora: se la corte dei conti in una relazione del 2014 scriveva che “il patrimonio netto alla fine dell’evento sarà pari a circa 135 milioni di euro”, perché il patrimonio netto al 18 febbraio, nonostante il miglioramento annunciato ora, era di appena 23 milioni ed è destinato a diminuire ulteriormente considerate le necessità di rifinanziamento? Perché nel 2015 si sono registrate perdite, quando lo stesso Sala nella relazione di bilancio del 2014 aveva sottoscritto che il 2015 “si chiuderà con un significativo utile, in grado di coprire le perdite cumulate degli anni precedenti e di portare al pareggio gestionale”? Il patrimonio netto è diminuito dall’1 gennaio al 18 febbraio di 7,7 milioni, un milione a settimana: perché? Tutte domande che attendono una risposta. Possibilmente prima delle elezioni.

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