A. ha 31 anni una grave insufficienza mentale e una vita profondamente diversa da quella dei suoi coetanei. A. trascorre i giorni della settimana fino alle ore 16,00 in una struttura semiresidenziale nella quale è assistita e supportata da un programma sanitario che non potrà mai interrompersi. Perlomeno questo hanno sempre pensato i suoi genitori. Lo hanno pensato fino al giorno in cui si sono visti recapitare dalla Asl Napoli 1 distretto 32 un provvedimento di sospensione.

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Nero su bianco si prescrive infatti che nei mesi di luglio, agosto e dicembre dell’anno corrente la assistita dovrà rimanere a casa . Quale geniale indicazione terapeutica sottenda una prescrizione simile è ascrivibile ai misteri dell’umanità e perché si ritenga possibile l’interruzione di un trattamento sanitario per 93 giorni in un anno è un non senso sotto tutti i punti di vista.
Ed allora ritorna più angoscioso il quesito: perché ? Forse si ritiene che tre mesi di vacanza da un trattamento sanitario possano arrecare un vantaggio per la giovane disabile?

Forse si considera che un soggiorno in amene località climatiche estive ed invernali siano da preferirsi alla terapia occupazionale prescritta dalla patologia grave di cui è affetta A.? Se non fosse vero quello che è scritto nel documento che pubblico di seguito ( mi scuso per la qualità dell’immagine) ci sarebbe da ridere…Invece a casa di A. da qualche giorno non si ride per nulla. Il presidente De Luca e/o il commissario governativo Polimeni penseranno loro ad offrire un periodo di vacanza ad A. o più, seriamente, a svelare il “mistero dei 93 giorni” ?

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