Artista riconosciuta a livello internazionale, a Bologna viene condannata per imbrattamento ad una multa di 800 euro. La decisione è del giudice monocratico Gabriella Castore, l’imputata è Alice Pasquini, in arte AliCè, disegnatrice, scenografa e pittrice, nel suo curriculum commissioni con marchi come Nike, Range Rover, Toyota e Microsoft, ma anche progetti di arte di strada a Roma e in altre capitali.

Di AliCè, romana, 35 anni, si sono occupati media mondiali, come il New York Times, segnalandola come un’artista italiana che aveva contribuito a risanare con le sue opere una zona della città in preda ai vandali. Ha tenuto lezioni in giro per il mondo, i suoi murales hanno trovato spazio a Saigon, mentre a Singapore i suoi lavori sono citati positivamente dall’istituto italiano di cultura del Paese. A Roma è stata recentemente impegnata in un progetto del Comune, sul lungomare di Ostia.

A Bologna, nel 2013, il reparto sicurezza urbana e antidegrado della Municipale si attivò dopo un’intervista di AliCé, dove lei stessa faceva riferimento ai disegni fatti in via Centotrecento, via Mascarella, via Zamboni, via del Pratello e in zona Bolognina. Dalla ‘tag’ i vigili arrivarono in breve all’identificazione, seguì la denuncia alla Procura, dove l’inchiesta del procuratore aggiunto Valter Giovannini, che da anni si occupa di contrasto ai graffiti, ha portato al processo. Nei giorni successivi alla denuncia, fu organizzata anche una manifestazione in solidarietà con l’artista, con tanto di performance sulla staccionata che delimitava il cantiere sotto le Due Torri.

“Penso di aver contribuito a valorizzare la città e non ad imbrattarla, soprattutto perché le opere sono state realizzate in aree degradate. Oggi invece è stato sancito il principio per cui qualsiasi espressione artistica è reato”, è il commento di AliCè, che si dice “delusa” e “amareggiata”. La sentenza sarà depositata e motivata in 15 giorni, e sarà sicuramente appellata dalla difesa, come annuncia l’avvocato Stefania Martelli. Il Pm d’udienza, un vice procuratore onorario, aveva chiesto l’assoluzione.