Chi ha visto il film Interstellar può capire di cosa si parla e si scrive. Ma dopo lo svelamento al mondo della rilevazione delle onde gravitazionali viaggiare nello spazio e nel tempo, “tuffandosi” nei buchi neri, come faceva Matthew McConaughey e sfrecciando all’interno di un cunicolo spaziotemporale, un wormhole come quelli visti nella pellicola diretta da Cristopher Nolan potrebbe diventare “concepibile”.

“Si apre un mondo per la ricerca. Anzi, si potrebbero aprire più mondi”, ha detto Salvatore Capozziello, dell’università Federico II di Napoli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).  “Le onde gravitazionali che adesso siamo in grado di intercettare sono direttamente connesse con la struttura degli oggetti che le emettono, vale a dire – ha spiegato l’esperto – posso desumere da un’onda gravitazionale le caratteristiche dell’oggetto che la emette”. Diventa possibile costruire una nuova mappa del cielo: finora avevamo solo quella basata sulla luce visibile, o sui raggi X, o sull’infrarosso, e adesso si può costruire la mappa basata sulle onde gravitazionali.

“È appena l’inizio di una lunga storia”, ha rilevato Capozziello, perché una mappa del genere potrebbe essere fatta di una miriade di oggetti che finora sono stati invisibili. Non solo: finora i buchi neri erano solo oggetti teorici previsti dalla Teoria della Relatività generale; adesso sono oggetti reali. Ne sono state appena visti due, distanti 1,3 miliardi di chilometri, fondersi in un nuovo buco nero. È stato ascoltato il loro suono, ne sono state calcolate dimensioni e distanza. Che cosa significa tutto questo, a che cosa potrebbe servire? Sicuramente sono conoscenze senza precedenti e rivoluzionare, ma potrebbe esserci altro”. “Sappiamo – ha detto l’esperto – che i buchi neri sono così densi che non emettono luce e che qualsiasi cosa cada al loro interno non può più uscire”. A questo punto bisogna fare i conti con il principio di conservazione dell’energia, per il quale “tutte le grandezze nel buco nero vengono preservate. Vale a dire che tutto ciò che viene ingoiato dal buco nero finisce da un’altra parte a formare un buco bianco”.

All’interno del buco nero si forma un cunicolo spaziotemporale, un wormhole. Anche questi oggetti fantascientifici sono previsti dalle equazioni di Einstein, proprio come le onde gravitazionali. Queste ultime aiuteranno a trovarli, per esempio confermando o meno se il buco nero Sagittarius A che si trova al centro della Via Lattea è in realtà un wormhole, come alcuni calcoli indicano. Viaggiare al loro interno, ha spiegato, potrebbe deformare l’ordine in cui siamo abituati a vivere passato, presente e futuro. “Tutto questo – ha aggiunto – è pura fisica teorica, ma se un domani si riuscisse a vedere un wormhole, significherebbe aver trovato il modo di viaggiare non solo nello spazio, ma nel tempo”.