L’iter per la decadenza di Giancarlo Galan da deputato comincerà la prossima settimana. Il caso era all’ordine del giorno della seduta della giunta per le elezioni, ma il Pd non si è presentato, suscitando le critiche del Movimento 5 Stelle: “E’ intollerabile – dice il capogruppo in commissione Davide Crippa – che Giancarlo Galan sia ancora un deputato della Repubblica nonostante la sua condanna definitiva. Questo succede perché il Partito democratico ha disertato per ben due volte la Giunta per le elezioni permettendo a Forza Italia e Ncd di prendere tempo”. Secondo Crippa “la diserzione di massa del primo partito del Parlamento non può essere casuale. Evidentemente è arrivato un ordine di scuderia per permettere all’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan di continuare a percepire soldi pubblici per più tempo possibile. Parliamo di un comportamento vergognoso che fa sponda all’illegalità”.

Ma la spiegazione dello slittamento della giunta per le elezioni arriva da Giuseppe Lauricella, capogruppo del Pd nell’organismo che dovrà dare il via all’iter per la decadenza dell’ex ministro, secondo la legge Severino. “Stupisce la dichiarazione dell’onorevole Crippa sui lavori della giunta delle Elezioni sul caso Galan – sottolinea – Avendo chiarito con lui che il Pd vuole senza dubbio andare avanti sulla decadenza di Galan nella riunione della prossima settimana, le polemiche strumentali lasciano francamente il tempo che trovano”.

Galan ha patteggiato due anni e 10 mesi per corruzione nell’inchiesta sul Mose. La sentenza è definitiva dal luglio scorso, ma, oltre che parlamentare, Galan è rimasto anche presidente della commissione Cultura di Montecitorio. Questo perché non esiste un modo per sfiduciare i presidenti di commissione, Forza Italia ha sempre fatto resistenza contro questa opportunità e quindi si è dovuto attendere le dimissioni dello stesso Galan. Quest’ultimo, ad ogni modo, potrà percepire il vitalizio. Nel frattempo, però, per pagare i 2 milioni e 600mila euro di risarcimento sui quali si è accordato con il tribunale ha dovuto vendere Villa Rodella, la sua lussuosa residenza sui Colli Euganei.