Al Consumer Electronic Show di Las Vegas, la maggiore fiera dell’elettronica degli Stati Uniti, non si parla solo di tecnologia ma anche di legislazione e guida autonoma. L’intervento del Segretario dei Trasporti Anthony Foxx è stato molto chiaro: negli Stati Uniti non ci sono piani per creare una legge unitaria che disciplini l’attività delle auto senza conducente, ma ogni singolo stato sarà libero di dotarsi della propria. “Il Governo federale può fare molto, creando delle linee guida a cui gli Stati possano ispirarsi e prima o poi lo farà, ma non è questo il momento”, ha detto Foxx, aggiungendo che “adesso è prioritario creare una procedura per valutare le nuove tecnologie e la loro sicurezza”.

Rimanendo così le cose, dunque, ogni Stato farà storia a sé, come la California che ha dichiarato di voler attivare norme più stringenti scatenando le ire di Google. Ma le lamentele non arrivano solo da Mountain View, visto che, proprio al Ces 2016, i dirigenti Audi hanno evidenziato le difficoltà di lavorare con regole diverse, citando il caso di New York dove è richiesto che almeno una mano del guidatore resti sempre sul volante, bloccando di fatto lo sviluppo dell’auto totalmente “self driving“. Il Nevada, nel frattempo, ha concesso alla Mercedes la patente per testare la guida autonoma sulla Classe E, ed è la prima volta per un veicolo di serie che differisce soltanto nei software da quello in commercio.

In attesa di conoscere in che modo la legge considererà e tratterà la guida autonoma, al Ces 2016 è in corso un vero e proprio sfoggio di tecnologia. Non è arrivata l’attesa conferma alla notizia che Ford produrrà la Google Car, ma la Casa americana ha annunciato di aver triplicato la flotta di Fusion Hybrid “self driving” in test sulle strade della California. L’alleanza Renault Nissan ha annunciato che entro il 2020 lancerà negli Stati Uniti, in Europa, Giappone e Cina dieci modelli a guida autonoma “a prezzi accessibili”. Le novità tecnologiche però non arrivano solamente dalle Case automobilistiche. È il caso di Nvidia, conosciuta ai più per le schede grafiche di computer e consolle, ma attiva da tempo anche nell’industria automotive. A Las Vegas ha presentato Drive PX2, cioè la seconda generazione della piattaforma che sfrutta l’apprendimento per insegnare alle auto a comportarsi come gli umani. È una scheda in gradi di processare contemporaneamente i dati di 12 videocamere, dei radar, del laser Lidar e dei sensori a ultrasuoni, per una potenza di calcolo stimata “superiore a quella di 150 MacBook Pro”, come ha spiegato Jen-Hsun Huang, co-fondatore e amministrazione di Nvidia, che ne annunciato anche l’adozione da parte della Volvo.

Bosch concept car CES 2016

La Bosch ha sintetizzato tutte le sue innovazioni in un’unica showcar a guida autonoma (nella foto sopra) che ha un unico grande display al posto di plancia e cruscotto, in grado di adattarsi alle diverse situazioni e di connettersi addirittura con la domotica di casa, dopo aver ricevuto comandi vocali e gestuali. Anche una multinazionale famosa per il car audio come Harman (proprietaria dei marchi JBL, Harman/Kardon, Infinity e Mark Levinson) è ormai stabilmente impegnata nell’auto. Al Ces ha presentato l’app per portare Office 365 a bordo; un sistema che monitora occhio e pupilla per misurare i carichi di lavoro cognitivi e il multitasking mentale del guidatore; un dispositivo, chiamato Livs (Life-Enhancing Intelligent Vehicle Solution) che è in grado di imparare e prevedere i gusti dei passeggeri quanto a navigazione, musica, telefonate e altro ancora, esposto sulla concept car Rinspeed Etos. Infine, Continental ha mostrato eHorizon, l’ultima versione del software in grado di ricavare informazioni da fonti diverse (servizi meteo, traffico, altre auto…) e di metterle insieme per conoscere in anticipo il percorso, inviando suggerimenti per consumare meno e aumentare la sicurezza.