“Attraversare oggi la porta santa ci impegni a fare nostra la misericordia del buon samaritano”. È il messaggio che Papa Francesco ha voluto rivolgere alla sua Chiesa, ma anche al mondo intero aprendo la porta santa della Basilica Vaticana, alla presenza di Benedetto XVI, e con questo gesto dando il via ufficiale al Giubileo straordinario della misericordia da lui annunciato soltanto 9 mesi prima. Un Anno Santo delle periferie con la prima porta santa aperta da Bergoglio in anticipo nella cattedrale di Bangui nella Repubblica Centrafricana. Ma il Papa ha voluto anche che in ogni cattedrale e santuario del mondo fosse aperta una porta santa. Piazza San Pietro piena di fedeli a dispetto degli allarmi per possibili attacchi terroristici in una Roma, però, “blindata” per il primo Giubileo al tempo dell’Isis. Tra le delegazioni ufficiali, salutate da Bergoglio prima dell’inizio della messa, presenti per l’Italia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la figlia Laura e il premier Matteo Renzi con la moglie Agnese.

Nella sua omelia Francesco ha spiegato perché ha voluto aprire un Giubileo straordinario esattamente nel 50esimo anniversario della chiusura del Vaticano II, l’8 dicembre 1965. “Oggi varcando la porta santa – ha affermato il Papa – vogliamo anche ricordare un’altra porta che, cinquant’anni fa, i padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo”. Per Bergoglio “il Concilio è stato un incontro. Un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa a uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro a ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro. Dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo. Una spinta missionaria, dunque, – ha sottolineato il Papa – che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo. Il Giubileo ci provoca a questa apertura e ci obbliga a non trascurare lo spirito emerso dal Vaticano II, quello del Samaritano, come ricordò il beato Paolo VI a conclusione del Concilio”.

Ma Francesco non ha nascosto che “c’è sempre la tentazione della disobbedienza, che si esprime nel voler progettare la nostra vita indipendentemente dalla volontà di Dio. È questa l’inimicizia che attenta continuamente la vita degli uomini per contrapporli al disegno di Dio. Eppure, anche la storia del peccato è comprensibile solo alla luce dell’amore che perdona. Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre”.

Per Bergoglio “questo Anno Santo straordinario è anch’esso dono di grazia. Entrare per quella porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e a ognuno va incontro personalmente. Sarà un Anno – ha spiegato il Papa – in cui crescere nella convinzione della misericordia. Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia! Sì, è proprio così. Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la porta santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore. Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma”.

Messaggio di auguri al Papa dalle comunità del mondo arabo presenti in Italia che, in occasione dell’apertura della porta santa di San Pietro, hanno lanciato l’hashtag #TuttiUnitiperilGiubileo “condannando con fermezza il terrorismo e la violenza”. “Invitiamo tutti i musulmani, i cristiani, gli ebrei e tutte le religioni – si legge nel messaggio inviato a Bergoglio – a unirsi contro il terrorismo e gli assassini delle religioni”. Parole che fanno eco al messaggio di pace inviato a ebrei e islamici da Francesco nella bolla di indizione dell’Anno Santo, Misericordiae vultus: “Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione”.

Twitter: @FrancescoGrana