Si rafforza l’ipotesi che dietro la strage al centro disabili di San Bernardino ci sia l’ombra del terrorismo. Fin dall’inizio l’Fbi non ha escluso questa pista e adesso, 24 ore dopo gli spari, la Cnn cita fonti del Federal Bureau of Investigation secondo cui è probabile che Syed Rizwan Farook fosse radicalizzato. L’uomo – dicono gli investigatori – era in contatto telefonico e via social media con più di un soggetto legato al terrorismo internazionale. Anche secondo il New York Times la polizia federale sta trattando la sparatoria come un “caso di terrorismo“.

Di terrorismo ha parlato anche Barack Obama, che però non ha escluso la possibilità che la mattanza sia legata a una lite sul posto di lavoro. L’unica certezza del capo della Casa Bianca è che il Congresso debba “fare di più per prevenire le sparatorie e tutti dobbiamo fare qualcosa per rendere più difficile l’accesso alle armi da fuoco”. “Andremo a fondo alla vicenda” e “resteremo vigili”, assicura. Proprio per far luce sul movente dell’agguato all’interno dell’Inland Regional Center, dove 14 persone sono morte e 17 sono rimaste ferite durante la festa di Natale, gli inquirenti stanno passando al setaccio le vite dei due killer, uccisi dalla polizia al termine di un inseguimento.

“Killer aveva trascorso un mese in Arabia Saudita”
Per ora gli unici particolari sulla coppia arrivano dai familiari e dai colleghi di Syed Farook, 28 anni, americano di origini arabe, che lavorava come specialista ambientale nel settore della sanità. Un collega racconta che la scorsa primavera il ragazzo aveva trascorso un mese in Arabia Saudita dove avrebbe sposato Tashfeen Malik, 27 anni, prima di tornare negli Stati Uniti. Dalla relazione sarebbe nato anche un figlio che oggi ha sei mesi. Nel profilo online su iMilap.com, che si presenta come “un sito per gente con disabilità e per secondi matrimoni”, Farook si descriveva come un “musulmano che vive negli Stati Uniti, in California. Religioso, ma con una famiglia moderna composta da quattro persone, due femmine e due maschi”. Suo padre, però, racconta che “era molto religioso. Andava al lavoro, tornava, pregava”.

Attacco pianificato. “Erano pesantemente armati”
Al momento, l’unica certezza è che quello messo in atto è stato un attacco pianificato, studiato nel dettaglio. I due indossavano maschere da sci e con ogni probabilità anche giubbotti antiproiettile. Erano “pesantemente armati” con due fucili d’assalto e due pistole semi automatiche. Il capo della polizia, lo sceriffo Jarrod Burguan, ha spiegato che sul luogo della sparatoria sono stati trovati esplosivi. Una terza persona sarebbe stata fermata, ma gli investigatori hanno detto di ritenere che solo la coppia è da considerarsi responsabile della strage. Il capo della polizia di San Bernardino ha spiegato che il malfunzionamento di un telecomando ha evitato l’esplosione di un “tubo-bomba” sul luogo della strage. In casa dei due killer sono stati trovati altri 12 ordigni del genere, insieme a un vero e proprio arsenale tra cui oltre 5.000 proiettili.

Trovato esplosivo nell’edificio
Secondo quanto ricostruito finora, Syed Farook era presente alla festa “ma si era allontanato prima della fine, probabilmente dopo un litigio”, ha detto in conferenza stampa lo sceriffo. Quando è tornato ha aperto il fuoco insieme alla compagna. I due hanno sparato per 30 secondi, fermandosi per ricaricare e colpendo ancora. Poi la fuga a bordo di un suv nero mentre sul posto interveniva la polizia locale e le squadre di artificieri che hanno fatto brillare un pacco sospetto nell’edificio e hanno poi trovato altro esplosivo. Gli agenti hanno ricevuto una segnalazione che li ha portati a un indirizzo nella cittadina di Redlands, nella contea di San Bernardino, dove il suv è stato avvistato. E’ iniziato un inseguimento le cui immagini sono state trasmesse in diretta tv e uno scontro a fuoco tra la polizia e gli assassini che si sono sbarazzati di diversi tubi esplosivi lanciandoli dal finestrino. L’auto dei killer è stata crivellata di colpi mentre gli agenti accerchiavano la zona. I due sono morti mentre un poliziotto è stato ferito. Le sue condizioni non sono gravi.

La più grave sparatoria Usa dopo Newtown
Quella avvenuta nel centro non-profit, che offre servizi per persone con disabilità dello sviluppo, ha circa 670 dipendenti e dà assistenza a circa 3mila famiglie, è la più grave sparatoria di massa avvenuta negli Usa dopo l’attacco alla scuola elementare di Newtown, nel Connecticut, dove tre anni morirono 26 tra bambini e adulti.