Ilfattoquotidiano.it si lancia in una nuova avventura: FQ Radio, la web radio veloce, diretta e senza fili, che unisce musica e informazione no stop, in un servizio on line 24 ore su 24, con musica, news e aggiornamenti in collaborazione con la redazione del sito. Innovazione, sperimentazione e scambio diretto con gli utenti saranno alla base del neonato format radiofonico, diretto da Matteo Ponzano, dj, speaker e produttore musicale, con oltre vent’anni di esperienza. Una sfida per il giornale e per Matteo che nella testa ha già mille idee, alcune delle quali sono ancora dei work in progress, ma che il dj prevede di realizzare nel giro di sei mesi.

Cosa vuol dire per te FQRadio e come è nata l’idea di buttarsi in questa nuova esperienza?
Credo che la radio sia lo strumento ideale per dare un respiro di real time a ciò che succede in Italia e nel mondo, e per questo motivo è lo strumento ideale per una testata coraggiosa come ilfattoquotidiano.it, un mezzo in più in mano all’informazione. Tanto più se pensiamo che ormai le radio nate sul web si stanno spostando anche al di fuori dello schermo del pc: in tre, quattro anni le radio si connetteranno in mobilità. Sarà un passaggio epocale quando succederà.

Come è strutturata FQRadio?
Due appuntamenti in diretta con i giornalisti della redazione, che daranno aggiornamenti e anticipazioni sulle notizie della giornata e sulle inchieste de ilfattoquotidiano.it. In più dalle 10 del mattino alle 20 saremo in diretta, unendo musica e informazione. Il dna della radio, infatti, è fatto per il 50% di musica e per l’altra metà di informazione: si andrà dalle hit internazionali del passato alle ultime novità. E’ un prodotto che unisce i valori dell’attaccamento alla storia ai nuovi linguaggi del futuro. Sono esperimenti che si possono fare perché grazie al web sono a basso costo. E poi ci saranno le varie rubriche: FQoggi, il punto con il direttore Peter Gomez, FQ Magazine con le notizie più leggere dal mondo della musica e dello spettacolo, parecchia cultura e il weekend la migliore musica elettronica direttamente da Ibiza.

Quali sono le peculiarità di questa radio?
Accanto alla parte dedicata all’informazione professionistica ci sarà ampio spazio ai blogger che scrivono sul sito e quindi a tutte le voci che la testata ospita: si parlerà di geopolitica, tema che a me interessa molto, di ambiente, ma anche di diritti grazie all’appuntamento settimanale con Guido Scorza, esperto di  politica dell’innovazione e diritti civili in rete. Poi ci sarà FQ People: le persone potranno telefonare e dialogare con noi di un tema. Anche se nutro ancora un po’ di remore nei confronti di questa iniziativa. Le persone finché cliccano o scrivono in rete lo fanno, forse perché è più facile nascondersi dietro lo schermo di un pc, mentre telefonare e usare la propria voce è più difficile e la gente non è portata a farlo. Ma spero che diventi comunque un bel modo per dialogare con chi ci ascolta.

Questo nuovo format potrà essere un modo per arrivare a un pubblico giovane?
Credo che la forza della musica possa essere il piede di porco che apre le porte di una relazione bidirezionale tra giovani e informazione. Questo format è basato su un’informazione veloce e per questo molto digeribile. La velocità del web e la redazione del sito che ci dà notizie in tempo reale sono un’ottima combinazione. In più stiamo lavorando a format specifici per coinvolgere i ragazzi: un esempio positivo è l’esperienza di Rapporter, la sfida a colpi di rime rap che univa notizie e musica, nata proprio dalla collaborazione tra ilfattoquotidiano.it e Resetradio (web-radio con cui lavora ponzano, che trasmette esclusivamente musica Creative Commons in free-download).

Veniamo alle tue esperienze: a parte Reset, nel tuo passato c’è l’avventura a “La Cosa”, la web tv del Movimento 5 stelle che hai condotto per più di un anno.
Si, ma “La Cosa” rimane semplicemente un’esperienza, quella di un professionista che non è un attivista politico, che ha iniziato un percorso semplicemente perché condivideva il progetto iniziale. Quando non è stato più così me ne sono andato, in silenzio. Non ho detto una parola.

Torniamo alla radio, che altri progetti hai in mente per FQ Radio?
Innanzitutto, vorrei raggiungere un pubblico giovane: è una sfida, ma quando uscirà l’app della radio sarà più semplice: i ragazzi potranno ascoltare la FQ Radio ovunque e non solo a casa sul pc. In più vorrei rafforzare il coinvolgimento degli studenti delle università che inviteranno i giornalisti del Fatto in aula. L’idea è quella di una collaborazione con le web radio universitarie, prendendo i format che usano gli studenti e mandandoli in onda o trasmettendo in diretta gli interventi in aula. Un’altra idea che ho in mente è quella di un radiogiornale con una redazione allargata, una sorta di Periscope per la radio: gli ascoltatori potranno chiamarci e trasmettere in diretta quello che succede dove si trovano. Penso a una manifestazione, un corteo, ma anche un concerto che si sta tenendo dall’altra parte del mondo.