E’ stato convalidato il fermo di Antonio Tagliata, il diciottenne accusato dell’omicidio della madre della fidanzata e del ferimento del padre. Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari di Ancona Paola Mureddu arriva dopo cinque ore di interrogatorio nel carcere di Camerino. Il gip non si è ancora pronunciato sulla misura cautelare da adottare nei confronti del ragazzo.

Prima dell’interrogatorio Tagliata ha accusato un lieve malore (soffre di crisi di panico), come era già accaduto il 7 novembre, quando era stato portato nella caserma dei carabinieri di Ancona a poche ore dal delitto. Poi si è ripreso, e ha affrontato le domande del giudice assistito dall’avvocato Luca Bartolini e alla presenza del pm Andrea Laurino.

Tagliata – spiega ai giornalisti il difensore – ha ribadito la versione dei fatti fornita al pm nel primo interrogatorio. Ha detto che a premere il grilletto della calibro 9X21 davanti agli occhi della fidanzata è stato lui. E ha spiegato che il biglietto nel quale confessa “l’omicidio di Roberta Pierini e Fabio Giacconi” – sequestrato dai carabinieri nella sua abitazione – era in realtà un tentativo di proteggere il padre, Carlo, che in passato ha avuto problemi con la giustizia.

Antonio “chiede della fidanzata, cerca di proteggerla, e racconta come si sono svolte le cose dal suo punto di vista”, rivela il legale. “E’ molto preoccupato, non si fa illusioni sul proprio futuro”, ma “non sta scaricando le proprie responsabilità”. Sabato il ragazzo aveva detto che era stata la fidanzata a dirgli “spara, spara”, una circostanza invece smentita dalla minore.

Martedì 10 novembre Tagliata ha incontrato in carcere il vescovo di Camerino Francesco Brugnaro, cappellano della struttura di reclusione. Durante il colloquio il ragazzo ha pianto. Ha detto di essere una persona molto religiosa, e in cella prega con un ‘santino’. Ha chiesto di stare da solo, ma non è escluso che il difensore chieda la revoca della disposizione. E’ sorvegliato a vista, nel timore che possa compiere atti autolesionistici.