Storica stretta di mano tra il presidente cinese  Xi Jinping e quello taiwanese Ma Ying-jeou. Quello di oggi a Singapore, è stato infatti il primo incontro tra i leader dei due paesi dal 1949. In quell’anno i nazionalisti si rifugiarono sull’isola di Taiwan dopo essere stati sconfitti nella guerra civile dai comunisti di Mao Zedong, dando vita alla Repubblica di Cina, tutt’ora nome ufficiale di Taiwan.

“Siamo qui per evitare che si ripetano le tragedie del passato- ha dichiarato Xi Jinping – Cina e Taiwan oggi hanno fatto un passo storico in cui entrambe le parti devono lavorare insieme senza farsi scoraggiare dalle difficoltà. Siamo una famiglia, e il sangue non è acqua, ha detto il presidente Xi riferendosi alla cultura comune e alla storia della Cina e di Taiwan, separate dallo stretto di Formosa e da 66 anni di conflitto. Siamo responsabili dinanzi alla storia e dobbiamo prendere decisioni sagge che superino il suo esame. Dobbiamo agire insieme e mostrare al popolo cinese su entrambi i lati dello Stretto che abbiamo la capacità di sviluppare la stabilità e contribuire alla pace“.

Ma Ying-jeou, alla fine dell’incontro durato un’ora, ha dichiarato di voler andare oltre i miglioramenti delle relazioni tra i due paesi degli ultimi 22 anni. “Vi assicuro – ha affermato – che farò del mio meglio per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo dati, il consolidamento della pace e una maggiore cooperazione tra le parti. Siamo in cerca di una strategia pragmatica per promuovere i legami bilaterali“.  L’incontro tra i due leader è stato preceduto da una protesta di un centinaio di persone a Taipei: i dimostranti hanno innalzato cartelli e lanciato slogan nei quali Xi viene definito un dittatore e Ma un traditore.