“Non volevo parlare in tv di questa vicenda perché sennò si fa sempre gossip. Sono qui contro il parere dei miei avvocati“. Nella confusione dei pettegolezzi e dei pareri legali, comunque, Francesco Sicignano in televisione ci è andato: il pensionato di Vaprio d’Adda che il 20 ottobre scorso ha ucciso un ladro entrato di notte nella sua abitazione ha rilasciato un’intervista a Barbara D’Urso nel corso della trasmissione pomeridiana Domenica Live. Presenti anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini e il giornalista Piero Sansonetti, l’uno dalla parte di Sicignano e l’altro più prudente sull’uso delle armi.

Lo scontro più acceso è stato quello tra il pensionato e Sansonetti. Il giornalista, precisando di ritenere l’uomo non responsabile di quanto accaduto, ha più volte invitato Sicignano a lanciare un appello contro la corsa all’acquisto di armi e a non porsi come esempio nella lotta alla criminalità, ma la risposta che ha ottenuto è stata che le sue parole sono “cazzate” ed è anche stato mandato più volte a quel paese. “Si trovi lei al posto mio di notte con uno vestito di nero che entra in casa sua – ha replicato il pensionato – Che dovevo fare? Gli chiedo se vuole un caffè? L’articolo 2 della costituzione dice che che lo Stato deve garantire la proprietà privata, se non lo fa io che devo fare? Lei dice che l’ho preso al cuore, ma che ne sa? Ci sono indagini in corso”.

Sicignano dice di non avere colpa: “Non si entra all’una di notte in una casa per rubare. Mio figlio quando ha sentito i tre colpi e ha visto i due che saltavano la recinzione e fuggivano, era convinto che avessero ucciso il padre e la madre. Era sconvolto. E quando siamo scesi giù abbiamo visto il terzo che rantolava. Io ho chiamato l’ambulanza, speravo che fosse vivo, per me era molto molto meglio”. Il pensionato ha dichiarato che avere un’arma dovrebbe essere un diritto: “Nessuno la obbliga ma si deve essere liberi di avere un’arma, poi se uno si vuole difendere con un cucchiaino… Era meglio che trovavano mia moglie violentata e io giù dal balcone? Non avrebbero trovato nulla: 120 euro, una collanina e due fedi perché non ho niente, e continuano a venire. E comunque se li avessi visti tutti e tre dal balcone mentre saltavano fuori avrei sparato in aria”.

Tutt’altro atteggiamento ha mantenuto Matteo Salvini, che ha offerto all’uomo la sua solidarietà e ha auspicato l’abolizione del reato di eccesso di legittima difesa: “Preferisco stare ora a parlare con lui piuttosto che con i suoi parenti perché ora magari era morto“. E Sicignano ha apprezzato: “Salvini fa parte dei politici che vivono sul territorio, non idioti. E’ coerente, cosciente, ha passione. Poi può piacere o no ma si dà da fare per i suoi cittadini. Io la ringrazio, quelli sani hanno una mentalità, gli altri un’altra. Noi italiani siamo un bravo popolo – ha continuato – ma siamo amministrati da un branco di idioti. Chi dice che dovevo alzare il dito e sparare in aria è un idiota: bisogna trovarsi, nella notte, in una situazione simile. Mia moglie prende i calmanti per dormire, io che dormivo poco ora non dormo affatto, non voglio dormire di notte, dormo quando fa giorno e questa è la vita che farò finché il fisico me lo permette. Queste situazioni non devono accadere”.

Sicignano, oltre a difendersi, ha voluto avanzare anche delle proposte: “Voglio una condanna a 25 anni per chi va in casa della gente a rubare. Bisogna prendere l’esercito e fare dei maxi-controlli, mettiamo tutti nelle caserme mentre verifichiamo la loro posizione. Se sono profughi vanno accolti, perché scappano dalla guerra. Io ho lavorato con tanti stranieri, grandi lavoratori – ha concluso – dovunque c’è il buono e brutto”.