Non c’è neanche il tempo per rifiatare e maggioranza e minoranza – terminata la battaglia sulle riforme istituzionali – ricominciano a litigare. Il problema è che maggioranza e minoranza sono quelle del Partito democratico. Ad attaccare il presidente del Consiglio Matteo Renzi è infatti l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani: “Renzi dovrebbe usare argomenti che, almeno, non insultino l’intelligenza degli italiani” dice. Il riferimento è all’intenzione del governo di alzare, con la legge di Stabilità, il tetto all’uso del contante da mille a 3mila euro. E Bersani va anche oltre: “Berlusconi ha detto che Renzi lo copia? E’ così c’è poco da dire. E’ un dato di fatto. Vorrei dire al mio partito, di preoccuparsi di più di costruire un collettivo piuttosto di come scegliere una persona. Questo è un fatto del futuro, non del passato. Io avevo uno slogan che era ‘Sono moderatamente bersaniano’. Con questo volevo dire che non c’è nessuno che risolve i problemi da solo”. A replicare è la componente della segreteria del Pd Alessia Rotta: “Da quando c’è questo governo sono stati fatti accordi internazionali per recuperare risorse dalla Svizzera, dal Vaticano e dal Liechtestein. Grazie allo split payment e ad altre misure gli incassi Iva sono aumentati del 4%. Appare quindi francamente ingeneroso e sorprendente che si parli di insulto all’intelligenza degli italiani. Questo governo ha fatto e continua a fare molto più che in passato nella lotta all’evasione fiscale. Anche se qualcuno, purtroppo nel Pd, fa finta di non essersene accorto”.

“Diventano tutti renziani? Spero per convinzione”
Sembra un attacco frontale, come se si alzasse – se ce ne fosse bisogno – ulteriormente il livello della tensione all’interno del partito: “Spero che queste migrazioni siano legate a convinzione e non a opportunismo. Soprattutto nelle nuove generazioni darebbe fastidio”. Il riferimento è alla “transumanza” di esponenti Pd tra le primarie 2012 e quelle 2013. “Berlinguer diceva – ha continuato – che lui era rimasto fedele agli ideali della propria gioventù. Si possono cambiare le idee, ma cambiare idea è un’altra cosa. Spero che la nuova generazione rifletta, perché aiuta a guardarsi nella vita”. Per Bersani “c’è una incuria degli elementi valoriali di idealità di una forza che deve rifarsi a ideali di sinistra, di centrosinistra, dell’Ulivo. Questo lo dico sì e su questo vorrei combattere. Se uno disarma le proprie idee prima o poi tira la volata alle idee degli altri, e ricordiamoci che la destra in Italia è nata prima della sinistra. Può abbracciarti come un pugile sul ring quando è in difficoltà, ma prima o poi ti dà un cazzotto”.

“Questa decisione dobbiamo correggerla”
Sul tetto all’uso di contanti l’ex segretario Pd a Ho scelto Cusano su Radio Cusano Campus spiega: “Uno che ha 3mila euro per fare un acquisto ha sicuramente la carta di credito in tasca. E’ che non vuole usarla. Semplificazione? E’ più semplice usare la carta di credito che sfogliare 3mila euro in contanti”. E se sull’elettività dei senatori alla fine il Pd è arrivato unito al voto finale questa volta non sembrano esserci margini di trattativa: “Dobbiamo correggerla questa decisione – sottolinea Bersani – perché dà un segnale molto preoccupante. L’evasione nel nostro Paese è un fenomeno colossale, non è il caso di aggredirlo con meccanismi terroristici, ma con gli strumenti di oggi: a cominciare dalla tracciabilità dei pagamenti. Negli Stati Uniti se vai a pagare un albergo in contanti chiamano lo sceriffo. Speravo non succedesse. Per me questo intervento contiene un elemento di fondo negativo. Cosa intendiamo per cambiamento del Paese? Bisogna incanalare i comportamenti verso un sistema di regole. Noi abbiamo un’economia sommersa, un nero, un’evasione e un riciclaggio che non ha nessun paese dell’Occidente”. E a Renzi che dice di aver fatto la lotta all’evasione “non riesco a commentare: basta che Renzi si rivolga all’Agenzia delle entrate e si faccia spiegare. Non c’entra niente. Dobbiamo assolutamente correggere questa misura, che è molto preoccupante per il segnale che dà”. Bersani ha sottolineato che l’elusione, l’evasione e le vere e proprie frodi fiscali sono “un fenomeno colossale”.

“Taglio della Tasi? Saremo gli unici in Occidente”
Critiche anche all’abrogazione della Tasi: “Saremo l’unico Paese d’occidente a non avere una tassazione sugli immobili. Va bene, ma alla fine tassi l’Irpef e lo pagano solo i dipendenti e i pensionati. Invece dobbiamo esentare le fasce più deboli, ma perché regalare 2.800 euro al padrone di un palazzo?. Così regalo 150 euro a una famiglia modesta, e regalo 2.8000 euro a uno che ha un palazzo a Roma. E’ pensabile? Anche su questo non sono affatto d’accordo”.