Roberto Saviano ha copiato articoli e voci di Wikipedia per scrivere ZeroZeroZero”. L’accusa di “sistematico plagio” allo scrittore di Gomorra arriva dal sito americano the Daily Beast. La polemica del giornale statunitense arriva dopo la pubblicazione del secondo libro dell’autore napoletano, incentrato su cocaina e narcotraffico, uscito in Italia nel 2013 ma solo a luglio negli States. Secondo il Daily Beast, interi articoli di giornalisti americani e messicani sarebbero stati semplicemente tradotti e inseriti nell’opera senza essere in alcun modo citati. “Saviano non ha solo scritto un libro brutto. Ha scritto un libro incredibilmente disonestosi legge sull’articolo pubblicato il 24 settembre sul Daily Beast – ZeroZeroZero è pieno di articoli rubati da giornalisti meno noti. Include interviste con ‘fonti’ che potrebbero non esistere e contiene diversi casi di palese plagio”.

L’articolo, lungo e particolareggiato, mette a confronto diversi passaggi di ZeroZeroZero confrontandoli con quelli che il sito Usa identifica come le fonti “copiate” da Saviano. Tra gli articoli “riscritti”, pezzi del Los Angeles Times, del quotidiano salvadoregno El Faro. In tutti i casi citati, il giornalista americano Michael Moynihan rileva affinità non solo rispetto alle cifre e ai dati pubblicati, ma anche nella costruzione delle fras i(naturalmente, tenendo conto delle differenze legate alle diverse traduzioni).

Quando Moynihan ha fatto presente queste analogie allo scrittore napoletano, “lui ha sottolineato come le somiglianze fossero pure coincidenze”. In una seconda email, secondo il Daily Beast, Roberto Saviano ha replicato che “c’è un solo modo per descrivere un documentario (il passo citato descriveva il protagonista del documentario “La vida loca” di Christian Poveda, ndr), e quando devo farlo, non faccio affidamento solo sulla mia memoria, ma anche su libri e articoli, così come fanno tutti i miei colleghi”. Contattata dal giornalista del Daily Beast, l’autrice dell’articolo del Los Angeles Times Deborah Bonello ha detto che “i due paragrafi hanno una notevole somiglianza che difficilmente dipende dal caso”, aggiungendo che il suo articolo si basa su un’intervista che le era stata concessa dal regista – ormai morto – di “La Vida Loca”.

Di somiglianze – o come li chiama il giornale americano “sistematici plagi” – del genere il lungo pezzo del Daily Beast ne cita almeno una decina. Ma il cuore dell’articolo di Moynihan riguarda la conclusione del romanzo. “ZeroZeroZero finisce con un vivido racconto dell’omicidio del giornalista messicano Bladimir Antuna Garcia da parte di una gang affiliata al noto narco-terrorista El Chapo”, si legge sul sito americano che sottolinea come questo racconto sia stato “completamente cannibalizzato da un report fatto nel 2009 dal Comitato per la protezione dei giornalisti”. A motivare la sua tesi, Moynihan inserisce nel suo articolo un link che affianca il testo dell’autore napoletano (nella sua versione in lingua inglese) e quello del CPJ.

Saviano ha scritto “un libro incasinato – continua l’articolo sul Daily Beast – una serie di storie in cerca di coerenza narrativa, dove a eventi insignificanti a livello globale viene data un’importanza storica, e ogni fatto viene gonfiato ed esagerato”. Altra accusa, il fatto che Saviano abbia usato come fonte Wikipedia. L’esempio in questione riguarda la descrizione di un’organizzazione criminale messicana – i Los Zetas – che sarebbe identica a quella riportata dalla nota enciclopedia online. “Se questa informazione (quella sulla gang messicana, ndr) fosse stata rivelata dalle fonti di Saviano, e le sue dichiarazioni in merito non sono chiare, gli avrebbero fornito una lista simile per ordine e parole alla descrizione apparsa nel 2008 su Wikipedia sotto la voce ‘Los Zetas’”. Nel suo articolo, il giornalista americano sottolinea di avere chiesto spiegazioni anche alla casa editrice Penguin Press ma di non avere ancora ricevuto alcuna risposta in merito. Accuse simili erano state fatte in merito a Gomorra: una condanna confermata in Cassazione aveva evidenziano come l’autore si fosse fatto ispirare da articoli di giornali locali. Ma in quel caso, a detta dell’autore, il plagio riguardava solo lo 0,6% dell’opera.

Estratti dall’articolo sul Daily Beast del confronto tra un articolo del Los Angeles Times e una parte di ZeroZeroZero di Roberto Saviano (entrambi nella versione in lingua inglese)

“La Vida Loca’ captures daily reality of El Salvador’s gangs,” Deborah Bonello: “Little One” is a 19-year-old mother with an enormous “18”… tattooed on her face… from above her eyebrows down onto her cheeks. “Moreno” is a 25-year-old male member of the same gang who works in a local bakery set up by a nonprofit group called Homies Unidos. The bakery eventually folds when its owner is arrested and sentenced to 16 years in jail on homicide charges. And “Wizard,” another young mother and gang member, who lost her eye in a fight, is followed by Poveda during a long series of medical consultations and operations to fit her with a replacement glass eye. She’s shot and killed before the end of the film”.

Saviano: “He tells the story of “Little One,” a nineteen-year-old mother with an enormous 18 tattooed on her face, from her eyebrows to her chin. He tells the story of Moreno, twenty-five, who wanted to change his life and started working in a bakery set up by a nonprofit called Homies Unidos. But the bakery closes when its owner is arrested and sentenced to sixteen years for homicide. He tells of La Maga, another young mother, she too a gang member who lost an eye in a fight. Christian follows her to her doctor’s appointments, to her surgery to replace the damaged eye with a glass one… she’s shot dead before he finishes shooting the movie…”