L’ennesimo trombato ripescato da Vincenzo De Luca si chiama Enrico Coscioni ed è un docente a contratto in scienze infermieristiche. A settembre il governatore della Campania ha firmato un decreto col quale nomina Coscioni “consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti alla sanità, con delega ai rapporti con gli organismi regionali e del Governo in materia di sanità”. Il compito fa tremare i polsi: per le croniche difficoltà dei conti campani, per il lungo contenzioso tra Regione e Governo sui criteri di ripartizione dei fondi per la sanità, per la circostanza che a ottobre la cassa per le prestazioni in regime di convenzione con le strutture private dovrebbe prosciugarsi, e i pazienti campani, se non vogliono rassegnarsi alle chilometriche liste d’attesa delle strutture pubbliche, dovranno pagare di tasca loro per farsi subito un’analisi o una radiografia.

De Luca ha nominato un candidato non eletto di “Campania Libera”, la storica lista civica dell’ex sindaco di Salerno, già utilizzata nel 2010. E’ la lista famosa (famigerata) per aver ospitato la candidatura di Tommaso Barbato, l’ex senatore Udeur dello sputo in aula a Nuccio Cusumano, da luglio in carcere per l’operazione Medea, l’inchiesta sulla spartizione camorristica degli appalti assegnati in regime di somma urgenza per i lavori di manutenzione straordinaria della rete idrica campana. Coscioni, originario di Pagani, assume l’incarico, è bene ricordarlo, “a titolo onorifico, salvo il rimborso delle sole spese documentate e sostenute per il suo espletamento”. Ma fa discutere il suo curriculum, se confrontato con quello del predecessore, il parlamentare azzurro Raffaele Calabrò nominato da Caldoro nella precedente legislatura. Coscioni è docente a contratto da due anni a Salerno e lavora all’ospedale salernitano Ruggi d’Aragona. Calabrò è un luminare, ordinario di Cardiologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli e primario della Divisione di Cardiologia dell’ospedale Monaldi di Napoli.