Il governo Renzi ci ha ripensato. Solo tre giorni fa il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan aveva avvertito: “Non ci saranno proroghe” per l’adesione alla procedura di rientro dei capitali dall’estero (voluntary disclosure). Ma lunedì sera l’Agenzia delle Entrate, controllata dal Tesoro, ha annunciato che chi ha nascosto denaro fuori dai confini nazionali e vuole riportarlo in Italia senza conseguenze penali avrà 30 giorni in più per presentare la documentazione necessaria. Il termine per registrare l’istanza resta invece quello, già previsto, del 30 settembre. Una “mezza proroga”, insomma. Motivata, fondamentalmente, dalla sanatoria concessa a fine luglio a chi evaso il fisco in anni per i quali sono scaduti i termini di accertamento. E dall’estrema necessità di massimizzare gli incassi per l’erario che potrebbero arrivare dalla procedura: oltre 3 miliardi, stando agli ultimi dati diffusi dall’agenzia.

Le Entrate hanno deciso infatti, si legge nella nota, del fatto che i professionisti e i contribuenti “potrebbero incontrare difficoltà nel reperire la documentazione e le informazioni relative ad annualità per le quali è scaduto il termine per l’accertamento, che, ai fini della causa di non punibilità prevista dalla procedura di collaborazione volontaria, possono essere considerate oggetto della procedura di collaborazione volontaria”. Anche coloro che presenteranno l’istanza a ridosso della scadenza di fine mese, specifica l’Agenzia, “potranno quindi avvalersi di 30 giorni per trasmettere la relazione e l’intera documentazione”.

Sulla posizione rigida di Padoan ha prevalso la necessità di contabilizzare gli incassi, su cui il governo conta in vista della messa a punto della legge di Stabilità che, come ufficializzato da Matteo Renzi, varrà 27 miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia le adesioni alla voluntary sono circa 10mila, ma il numero potrebbe salire sensibilmente proprio in questi ultimi giorni.