Rispolvera l’insulto preferito da Silvio Berlusconi e continua la polemica con la Chiesa cattolica sui migranti. È un Matteo Salvini formato Arcore quello che, in un’intervista al Corriere della Sera, si lascia scappare l’appellativo di “vescovo comunista” per  monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. “A pensar male, viene da credere che voglia difendere il business miliardario che una parte minoritaria della Chiesa coltiva grazie agli immigrati. Conosco di uomini di Chiesa che non la pensano come questo vescovo comunista”, ha detto il leader della Lega, nell’ultimo atto della rovente polemica sui migranti. Galatino aveva definito Salvini “piazzista da 4 soldi“, accusandolo di fare “chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti“a proposito dell’accoglienza degli immigrati.

Oggi l’ennesima coda polemica con le dichiarazioni del leader del Carroccio. “Il Papa è ad un livello troppo alto perché io lo possa giudicare: Ma se un vescovo vuole fare politica deve aspettarsi le risposte che si merita. C’è un sacco di gente che non vota Lega e che la pensa come me. Qualcuno me l’ha detto direttamente”.

“Ci sono 9 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà: non è qualcosa di più grave?”, la Chiesa non può porsi limiti, “ma lo Stato sì”. Oltre ad aver attaccato Salvini, Galatino aveva anche criticato il governo, troppo assente sui temi dell’immigrazione. Una critica, quella del vescovo bollato come comunista, che questa volta Salvini condivide. “La penso come il monsignore – dice Salvini – Il governo non fa nulla, che è anche peggio che adottare soluzioni sbagliate. L’accoglienza si può fare nei porti. Di modelli ce n’è più d’uno. L’Italia fa solo pasticci”, sottolinea Salvini. “Sono cattolico, anche se un gran peccatore. Non per questo son disposto a bermi tutto”, ha concluso il leader del Carroccio.

Una replica alla critica avanzata da monsignor Galatino al governo arriva anche da Mario Morcone, Capo dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno. “È un attacco poco generoso nei confronti del governo che sta facendo la più grande operazione umanitaria che la Repubblica abbia mai fatto”. “Oggi una volta per tutte – chiarisce Morcone al quotidiano Repubblica- bisogna dire che l’accoglienza è ‘impresa socialè che deve avere come caratteristiche la trasparenza, l’onestà, la correttezza e il rispetto delle regole. Vanno buttati fuori avventurieri e chi se ne approfitta”.