Sezioni al completo e la preside è costretta a fare la fuorilegge costituendo classi pollaio con due disabili in una sezione. Accade all’istituto “De Filis” di Terni dove la dirigente, Carla Riccardi, ha dovuto cercare invano di convincere i genitori di otto ragazzi disabili ad iscriversi altrove. Ma loro non ne vogliono sapere: risiedono in quella zona e hanno il diritto di mandare i loro figli in quell’istituto. Il problema è che la dirigente, nella composizione delle sezioni ha dovuto violare il decreto 81 del 2009 dov’è stabilito che “le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni”.

Al “De Filis” sarà impossibile. Al suono della prima campanella, alla secondaria, ci saranno sei classi con più di 25 alunni e un alunno portatore di handicap ciascuna oltre ad una sezione con due diversamente abili e 20 alunni.

Tutto ha avuto inizio con le iscrizioni: “Inizialmente – spiega Carla Riccardi – quando abbiamo inviato all’ufficio scolastico provinciale l’organico di alunni, a maggio, c’erano un numero di disabili pari a sei; ciò permetteva di fare sei prime classi. Nei mesi successivi sono stati certificati con handicap due nuovi ragazzi, già regolarmente iscritti. Inoltre dai 144 alunni iniziali, con l’arrivo degli stranieri, con i bocciati e i trasferimenti da altre città siamo arrivati a 183 ragazzi. Questo significa che a quel punto avevo la necessità di formare otto sezioni. Ho segnalato la situazione all’ufficio scolastico ma hanno concesso solo una prima in più a causa del numero del personale docente messo a disposizione dal Ministero dalla Regione Umbria”.

Una situazione paradossale che ha visto la preside imprigionata dalla burocrazia: “Mi hanno suggerito di mandarli via ma quando ho riunito i genitori non ne hanno voluto sapere e hanno cominciato a rendere pubblica la questione. Sono andati dal Prefetto e sono pronti a tutto pur di aver riconosciuto un loro diritto. Non so come faremo quest’anno: avremo classi sovraffollate, con stranieri e ben due portatori di handicap in una sezione… alla faccia della buona scuola!”.

Intanto i genitori hanno scritto una lettera aperta alle istituzioni competenti chiedendo un’ulteriore classe affinché venga rispettato il Dpr 81.

Il numero uno dell’istituto, dall’altro canto, le ha provate tutte, ha fatto il possibile per convincere i vertici, ha cercato di trovare una soluzione con i genitori ma i numeri restano tali: “La nostra scuola ha molte iscrizioni sia per la didattica 2.0 che facciamo sia perché si trova in un territorio dove c’è una forte presenza di immigrati che arrivano anche durante l’anno e non solo all’atto dell’iscrizione. Ora cosa avrei dovuto fare con questi otto disabili? Mi rendo conto di essere completamente illegale ma non abbiamo altra strada, non posso certo rifiutare questi ragazzi”.

Un rischio per la preside viste le recenti decisioni dei giudici: il 22 luglio scorso il Tar di Palermo con la sentenza 1831/2015 ha condannato il Miur e un istituto comprensivo di Castelvetrano per aver formato una classe di 29 alunni nonostante due alunni portatori di handicap.