Il nonno era un grandissimo tifoso del Torino, ma soprattutto è stato il protagonista della vita politica italiana fino a quando il terremoto di Mani pulite lo travolse costringendolo alla fuga in Tunisia. Il figlio ne ha seguito le orme politiche, senza riuscire però a ricoprire le stesse prestigiose cariche. Il nipote, invece, non ci ha neppure provato perché la sua passione è il calcio.

Ed è sul rettangolo verde che Benedetto Craxi, diciassettenne nipote di Bettino e figlio di Bobo, cercherà di mettersi alla prova. A metterlo alla prova sarà la Berretti del Brescia, tornata a essere il Brescia Primavera con il ripescaggio in B., di Davide Possanzini che ha deciso di testare il giovane attaccante dopo la segnalazione del suo ex allenatore al Futbolclub Roberto Baronio.

L’ex centrocampista delle Rondinelle, passato alla guida tecnica dell’Under 18 azzurra dopo la sconfitta nella finale scudetto Allievi contro l’Alzano Cene, già a fine stagione aveva rilasciato parole al miele per i suoi ragazzi: “Mi auguro che tanti osservatori abbiano visto i miei ragazzi – le parole di Baronio – In tanti meritano un’opportunità tra i professionisti”. Opportunità che il Brescia ha deciso di dare a Bendetto Craxi, cognome pesante da portare anche se il calcio non ha niente a che fare con la politica. O, almeno così, dovrebbe essere.