La Ferrari che torna dall’Ungheria è una squadra che ritrova la vittoria in un momento chiave della stagione. Dopo le deludenti prove nei GP precedenti la Rossa potrà godersi la pausa estiva del campionato sull’onda dell’entusiasmo e consapevole forse di aver ritrovato anche la giusta metodologia di lavoro nello sviluppo della vettura a tratti forse un po’ persa.

Questa vittoria però non deve illudere che la Ferrari abbia addirittura colmato il divario tecnico con la Mercedes. Si correva infatti su una pista favorevole che grazie alla combinazione caldo/gomme disponibili,  ricreava condizioni simili al GP di Malesia, gara appunto, vinta dalla squadra di Maranello. Più volte, infatti, era stata indicata la tappa ungherese come la gara in cui si sarebbe potuto tornare a competere per la vittoria con le Mercedes e questo anche secondo il parere di molti autorevoli ospiti intervenuti a “Pit-Talk”, la trasmissione radiofonica che ho il piacere di condurre. Certo era difficile però pensare ad un dominio di questa portata, rimesso in discussione solo da una Safety Car a circa una decina di giri dalla conclusione.

Tutto ciò però, come detto, non deve creare l’illusione che la Ferrari abbia eliminato il gap tecnico con la più competitiva Mercedes. Anche Mauro Forghieri, storico e vincente progettista Ferrari in un’intervista ha dichiarato: Parlare di progressivo miglioramento della Ferrari è ancora prematuro, è una parola grossa. E’ meglio dire che la Rossa indaga costantemente tutte le strade percorribili che le consentono di ottenere il miglior risultato possibile, per battere la Mercedes come ha fatto oggi”.

Va ricordato che negli ultimi due mesi gli aggiornamenti sulla SF15-T non avevano convinto: in Spagna il grosso pacchetto evolutivo era stato messo in discussione e fu utilizzato solo da un pilota. Anche gli aggiornamenti successivi non avevano migliorato di molto le prestazioni della monoposto rossa che, dopo una prima parte di stagione esaltante (5 podi e una vittoria) nel mese di giugno non è più riuscita a salire sul podio (Canada e Austria) centrando poi un terzo posto fortunato a Silverstone. Una Ferrari che, dal punto di vista tecnico, vedeva allontanarsi le Mercedes ma anche avvicinarsi in modo preoccupante i suoi inseguitori.

Va dato merito alla Ferrari di aver saputo, come in Malesia, centrare l’obiettivo non appena, grazie alle condizioni favorevoli, questo fosse nuovamente alla portata. Tutto il team ha reagito con caparbietà e coraggio anche alle difficoltà incontrate nella giornata di venerdì e va fatto un plauso al Direttore tecnico James Allison e a tutta la squadra per come sono riusciti a risolvere tutti i problemi incontrati durante la disastrosa prima giornata di prove.

Rimane però un gap tecnico che non deve essere trascurato e fa riflettere come questo sia stato ottenuto proprio quando si è deciso di rimuovere, fatta salva la nuova ala anteriore, alcuni aggiornamenti aerodinamici che erano stati introdotti proprio a giugno.

Nella foto le vecchie specifiche (old) che la Rossa è tornata ad utilizzare in Ungheria.

ferrari

Lo abbiamo già detto in altre occasioni, sulla Ferrari spesso, gli aggiornamenti non hanno funzionato come ci si aspettava, a causa probabilmente di metodologie impostate ancora sull’uso dei test in pista, ora purtroppo sempre più rari.

La vittoria in Ungheria va vista, si, con ottimismo, anche perché in certi momenti la SF15-T dava cenni di prestazioni assolutamente convincenti. Per il momento però bisogna fare i conti con delle prestazioni altalenanti non solo imputabili alla macchina ma anche ad un regolamento che, al meno per ora, impone scelte di gomme obbligatorie e che non permette alle squadre di correre con le mescole a lei più congeniali.

Si tornerà poi a correre su piste dove il motore avrà un ruolo principale, non a caso qui la Ferrari correva anche con il vecchio motore depotenziato rispetto all’ultima specifica, sia per motivi legati alla rotazione delle unità disponibili, ma anche, a quanto ci risulta, per problemi di surriscaldamento del motore più potente.

Dopo ben due mesi sono stati gli avversari ad essere in difficoltà, le Mercedes non ne hanno fatta una giusta, sia in ambito tecnico (la scelta dei dischi Carbon Indistrie al posto dei Brembo è stata determinante) che in quello di guida, con i piloti, Hamilton in particolare, protagonista di errori imperdonabili ed ingiustificabili. Le Williams poi sono scomparse ma c’è da scommettere che su circuiti veloci come Spa (Belgio) e Monza torneranno protagoniste. Un appunto va fatto anche però alla Mclaren Honda che dopo tanti problemi centra finalmente un risultato positivo ed incoraggiante.