Un giorno, l’asfalto stradale potrebbe essere sostituito da materiale plastico riciclato in grado aumentare il livello di sicurezza (niente voragini improvvise, ad esempio) e prolungare gli intervalli di manutenzione con un risparmio sui costi di gestione. Il progetto è dell’olandese VolkerWessels, gruppo di società che occupa 15.000 addetti con sedi anche nel Regno Unito, Stati Uniti e Canada che lo scorso hanno ha fatturato 4,4 miliardi di euro. Ancora non esiste alcuna applicazione reale, ma pare che la città di Rotterdam abbia manifestato interesse per realizzare una tratta sperimentale. VolkerWessels è alla ricerca di partner ed investitori dopo essere diventata sostenitrice del più grande progetto di “pulizia globale”, “The Ocean CleanUp”, che potrebbe fornirle tonnellate e tonnellate di materia prima.

Difficile capire se la strada di plastica abbia un futuro – in Italia sarebbe un dramma per le aziende del comparto stradale che già lamentano un crollo degli investimenti del 49% sui lavori – ma il progetto è originale e funzionale perché sembra combinare esigenze di sicurezza e rispetto per l’ambiente. Tra gli altri vantaggi annunciati dall’azienda che l’ha sviluppata c’è un minore deperimento rispetto all’azione degli agenti atmosferici. In media, il manto d’asfalto va oggi rifatto ogni 12 anni, mentre la società dei Paesi Bassi assicura una durata tripla per la strada di plastica.

PlasticRoad2

Secondo i test di KWS Infra, una controllata della VolkerWessels, la copertura sarebbe in grado di resistere senza problemi a temperature fra i -40 e i +80 °C. Dal punto di vista della sostenibilità, il riciclaggio dei rifiuti plastici per produrre il particolare materiale sarebbe meno “costoso” in termini di emissioni di CO2 rispetto all’asfalto o ad altri rivestimenti. E, ancora, la PlasticRoad è anche più leggera e quindi dovrebbe ridurre i tempi di posa, ma soprattutto meno rumorosa al rotolamento. Senza contare la facilitata possibilità di piazzare all’interno delle sue cavità le tubazioni.

Non è la prima proposta “creativa” proveniente dai Paesi Bassi, una nazione in cui ci sono 416 auto ogni mille abitanti (“appena” 340.000 vetture immatricolate lo scorso anno, in calo di quasi il 7%), ma in cui vengono rubate soprattutto le biciclette. Lo studio olandese Daan Roosegaarde ha sviluppato una pasta fluorescente (Dynamic Paint) che, applicata sulla segnaletica orizzontale, “accende” le strisce rendendole visibili di notte ed in caso di maltempo.