E’ proprio così, la legge Delrio n. 56 dell’aprile 2014 che ridisegna confini e competenze delle amministrazioni locali ha dimenticato i disabili.

In Italia i disabili, ad onor del vero, vengono ricordati dalla politica in genere per praticare docce gelate in favore di telecamere (vedi Renzi la scorsa estate) o per esprimere solidarietà vuota di contenuti come nella recente legge sull’autismo approvata alla Camera.

La confusione riguarda il nuovo assetto normativo, previsto dalla entrata in vigore delle città metropolitane, che ha prodotto una singolare amnesia nel legislatore che ha omesso di trasferire in modo esplicito le mansioni ed i servizi per i disabili delle scuole.

Chi dovrà fornire gli assistenti alla comunicazione, i testi scolastici adattati ai bisogni dei disabili sensoriali, chi si occuperà del trasporto scolastico o dell’assistenza con educatori specializzati sono domande alle quali ad oggi migliaia di famiglie italiane con figli disabili non hanno ricevuto risposta.

Ancora più paradossale è che questa domanda non ha un destinatario perché la foga del legislatore (lo ricorderanno i lettori: abolizione delle province, riduzione dei parlamentari ma non delle spese militari) a tutt’oggi ha prodotto come conseguenza che oltre 45.000 alunni disabili delle scuole superiori si troveranno dal prossimo mese di settembre sempre più soli.

Ho ricevuto dalla senatrice Laura Bignami l’emendamento in allegato che si propone di riparare a questa assurda involontaria (?) dimenticanza.

Secondo voi succederà qualcosa?