Ha cercato di sterminare la sua famiglia prima di togliersi la vita. E’ successo a Offanengo, in provincia di Cremona, dove il cinquantaduenne Francesco Pea ha sparato sette colpi di pistola. Tre di essi si sono conficcati nel torace del figlio Michael di 21 anni, uccidendolo. Altri tre hanno colpito al ventre la moglie, Fabiola Provana, di 49 anni, che ha riportato ferite gravi. Poi si è ammazzato. L’omicidio-suicidio potrebbe essere stato scatenato da una crisi familiare, sembra che i due stessero pensando di separarsi.

Il piccolo paese dove viveva da quindici anni la coppia, è sconvolto. Poco dopo l’accaduto, davanti alla villetta sono arrivati increduli decine di concittadini. Pochi quelli che conoscevano Francesco Pea e la moglie Fabiola Provana. Lui era originario di Pavia e lei della vicina città di Crema. Erano arrivati a Offanengo nel 2000 e nell’abitazione erano andati ad abitare da cinque anni dopo averla ristrutturata.

Una vita come tante altre, con un figlio studente che non frequentava l’oratorio. Gli unici ad aver notato questa coppia erano i vicini di casa. Li hanno visti fino a stamattina. E proprio una di loro racconta di aver sentito prima degli spari la voce dell’uomo gridare: “Non si può più vivere così”. Poi di nuovo i colpi di pistola. Dai racconti dei vicini di casa sembra che Fabiola Provana, ferita, sia uscita di casa per cercare aiuto, per lanciare un disperato appello.

Qualcuno dice di aver colto persino le parole: “Mio marito mi ha sparato”. Sul posto i Carabinieri della stazione di Crema, di Romanengo, la polizia locale, i vigili del fuoco che da ore stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’omicidio. Intanto, a Offanengo si prega per la giovane donna che è stata trasportata immediatamente all’ospedale della città vicina.