Un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione. La riorganizzazione dei servizi educativi del Comune di Parma trascina il sindaco Federico Pizzarotti di nuovo nella bufera. Dopo le polemiche dai banchi del consiglio comunale, l’opposizione ha deciso di passare ai fatti e a giorni sarà depositato in Procura un esposto per abuso d’ufficio. Il reato è stato ipotizzato dopo l’ultima seduta dell’assemblea in cui si è discusso il nuovo piano per nidi e scuole infanzia, quando di fronte agli emendamenti presentati dall’opposizione, un primo parere negativo era stato espresso dai dirigenti comunali e non dai politici, come invece dovrebbe essere.

“In questo modo però – spiega Nicola Dall’Olio, capogruppo del Pd – è stata inficiata la delibera e sono stati influenzati anche gli interventi seguenti e le votazioni. Per questo abbiamo deciso di denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria”. L’azione della minoranza però non si ferma qui, perché un’altra segnalazione sul tema dei servizi educativi, e in particolare sul bando di affidamento, sarà inviata anche all’Autorità nazionale anticorruzione ai sensi dell’articolo 4 del regolamento dell’ente, che prevede un’attività di vigilanza, anche preventiva, sulla conformità degli atti di gara, sullo svolgimento della procedura e l’esecuzione dell’appalto. “Chiediamo che l’Anac vigili sulla procedura a tutela dell’ente, delle aziende che vorranno partecipare al bando e degli utenti dei servizi – prosegue Dall’Olio – Tenendo conto anche di tutte le vicende legate al caso, in modo che il tutto si svolga nel migliore dei modi”.

La questione della riforma del settore, con esternalizzazioni, dismissioni di strutture e cambi di gestione, è stata al centro del dibattito cittadino per diversi mesi, con proteste delle famiglie e degli educatori. Il culmine è stata la proposta di un referendum presentato dal comitato Attivarsi per l’infanzia, con la richiesta all’amministrazione di bloccare la riorganizzazione in attesa dell’esito della consultazione. Un’ipotesi a cui il sindaco Pizzarotti già in consiglio comunale aveva dato poche speranze, spiegando che non si poteva immobilizzare il bando per i servizi in attesa del referendum. Intanto però il tempo per valutare l’ammissibilità dell’istanza è scaduto e la commissione di tecnici non si è ancora pronunciata sul via libera al referendum.

“L’amministrazione Cinque stelle sta agendo nella direzione opposta di chi ha sempre sostenuto il referendum come strumento di democrazia diretta – ha concluso Dall’Olio – Da quanto sappiamo, la commissione non si è ancora espressa sull’ammissibilità della proposta, e così facendo si riduce anche il tempo per la raccolta firme, quindi si rende il referendum stesso impraticabile”. Alle accuse mosse dalla minoranza, Pizzarotti ha difeso i suoi dirigenti e replicato che in questo modo si cerca di sostituire “il naturale dibattito politico e il confronto sulle diverse posizioni con le carte bollate. Voglio sottolineare il fatto – ha aggiunto – che si tenta con queste azioni di intimidire i dirigenti del Comune parlando di ‘abuso d’ufficio’ verso persone che non fanno altro che il loro ‘dovere d’ufficio’ e che rispondono con la loro responsabilità sulla legittimità e correttezza degli atti dell’amministrazione”.