L’occasione non se l’è fatta sfuggire quasi nessuno. E così per poche ore il Cantierone di Bologna, che sta scoperchiando le arterie del centro storico, è diventato una delle attrazioni principali della città: decine di passanti, bolognesi, studenti e turisti, muniti di smartphone, hanno infilato le mani tra la rete di protezione, per portare via con sé una foto dell’antica via Emilia. Una strada di epoca romana, perfettamente conservata sotto la centralissima via Ugo Bassi, portata alla luce dai lavori degli operai. E rimasta visibile per poco più di un giorno: dopo il ritrovamento è stata ricoperta con sabbia, cemento e speciali teli di tessuto-non tessuto, per mantenere una tombatura per altri 2000 anni.

Il tratto risale all’epoca augustea, intorno al primo secolo dopo Cristo: fu l’imperatore Ottaviano Augusto a volere lastricare la strada con pietre particolari, blocchi di trachite dei Colli Euganei. Lo stato di conservazione è ottimo: perfettamente riconoscibili i solchi lasciati dal passaggio degli antichi carri. Un ritrovamento che nemmeno gli archeologi e gli esperti del Comune si aspettavano, che ha stupito tutti, nonostante si sappia che sotto il centro di Bologna risiedono resti di epoca romana. L’anomalia, hanno spiegato in una conferenza stampa, sta nella profondità: la strada è stata scoperta tra gli 80 e i 170 centimetri, mentre altri tratti di via Emilia si trovano a oltre tre metri.

Non è la prima volta che dal Cantierone (che si estende tra via Rizzoli e via Ugo Bassi, e servirà a permettere il passaggio dell’autobus Crealis) riaffiorano alla luce resti del mondo antico. A meno di un mese dall’avvio degli scavi, gli operai si erano ritrovati davanti a una sorta di museo a cielo aperto, con resti archeologici di ogni epoca. Non solo quella romana, ma anche dell’età medievale e dell’Ottocento. Piccoli tesori studiati da equipe di archeologi e poi, anche quelli come la via Emilia romana di Ugo Bassi, subito ricoperti.