Se ancora serviva un segno per parlare di crisi in casa Forza Italia, il risultato delle elezioni amministrative in Trentino Alto Adige è solo l’ultimo colpo. A poche ore dallo scrutinio il responso per gli azzurri è dei più amari: la Lega Nord triplica i risultati del partito di Silvio Berlusconi (fermo a sotto il 5 per cento) e addirittura a Bolzano il candidato più votato del centrodestra è il consigliere di Casapound Andrea Bonazza che ottiene il 6,86 per cento. “Diciamolo sottovoce, c’è qualche problema in Fi”, ha commentato il segretario leghista Matteo Salvini, “il nostro è un risultato storico, che dite la gente si sta svegliando?”. Intanto il candidato azzurro in Liguria Giovanni Toti chiede un commissariamento del partito, mentre il dissidente Raffaele Fitto ne approfitta per attaccare la leadership dell’ex Cavaliere: “Risultato deludente”, ha detto Toti, “e frutto di inadeguatezza di ricette, litigi, distinguo e totale incapacità della nostra locale classe dirigente”. Le urne mezze vuote disegnano una situazione complessiva dove il Carroccio cresce, il Partito democratico resiste, mentre gli azzurri sono vicini alla scomparsa. I 5 Stelle invece entrano in consiglio comunale a Trento e crescono (di poco) a Bolzano con il 9,5 per cento.

Vince ancora una volta il non voto. L’affluenza è crollata di sei punti percentuali (dal 69,8 delle scorse amministrative al 63,7 per cento) e fino all’ultima scheda scrutinata c’è stato il timore che in sei comuni si dovesse procedere al commissariamento perché l’unico candidato sindaco non aveva superato il quorum necessario (alla fine sarà così solo a Faedo). Il sindaco di Bolzano invece sarà deciso al ballottaggio (il centrosinistra è in vantaggio), mentre è stato riconfermato il sindaco Pd Alessandro Andreatta a Trento e il renziano Fulvio Centoz è passato al primo turno ad Aosta.

Esulta il Partito democratico, o meglio tira un piccolo sospiro di sollievo dopo le tensioni degli ultimi giorni e in vista della più difficile prova delle Regionali: “A chi in queste ore”, ha detto il vicesegretario Lorenzo Guerini, “esulta per qualche punto percentuale in più di voti, ricordiamo sommessamente che non siamo più nella prima Repubblica: in questo tipo di elezioni conta solo chi arriva primo. Si rassegnino: anche stavolta il Pd ha vinto, loro hanno perso”. E così anche la collega Debora Serracchiani: “Questo è un partito in buona salute”. Ridimensionata la Svp: “Siamo stati puniti noi che ci siamo presentati in quasi tutti i comuni”, ha commentato il segretario Philipp Achammer, “paradossale che il crollo della presenza alle urne sia avvenuto in consultazioni che di solito sono molto sentite dai cittadini”.

Perdono voti in assoluto quasi tutti i partiti, mentre il Carroccio raddoppia i consensi. C’è il crollo annunciato di Forza Italia: a Trento nel 2009 come Pdl aveva preso il 7,19 per cento (3487 voti), mentre oggi ha ottenuto il 4,25% (1963 voti). Storia simile a Bolzano: nel 2010 ottenne il 21,61% (9798 voti) mentre ora è al 3,73% (1042 voti). Resiste in generale il Partito democratico anche se non è indenne dal calo complessivo: a Bolzano è al 17,71 per cento con 4953 voti, mentre nel 2010 era al 17,26% con 7826 preferenze; a Trento ottiene il 29,58 (13.666 voti) contro il 29,80 per cento del 2009 (14.460 voti). Cresce invece la Lega Nord: dal 7,6 al 13,6 a Trento (da 3.777 voti a 6.033) e dal 5,52 all’11,26 per cento a Bolzano (da 2505 voti a 3149). I 5 Stelle entrano per la prima volta in consiglio comunale a Trento con l’8,69 per cento (4017 voti), mentre a Bolzano crescono rispetto al 2010: dal 4,10 per cento al 9,33, anche se l’aumento è ridotto se si guardano i voti assoluti (da 1.858 a 2.609).

Ballottaggio a Bolzano tra Pd e Forza Italia
Gli elettori del capoluogo torneranno alle urne tra due settimane per scegliere tra il sindaco uscente Luigi Spagnolli (Pd), che ha ottenuto il 41,58%, e il candidato del centrodestra Alessandro Urzì fermo al 12,74%. Al terzo posto Carlo Vettori della Lega Nord. Cecilia Stefanelli, appoggiata da Verdi-Grüne-Verc e Sinistra ecologia libertà con Vendola, ha raggiunto il 10,45%, Rudi Rieder del Movimento 5 Stelle il 9,52% e Giovanni Benussi, sostenuto da Liste Benussi e Casapound, ha raccolto il 6,83%.

Spagnolli paga l’uscita dalla coalizione della sinistra, che ha preferito presentarsi con un proprio candidato sindaco e ora dovrà cercare di ricucire i rapporti. Per quanto riguarda i voti di lista il Pd in città è stabile ottenendo le stesse percentuali di 5 anni fa. Grande sorpresa è il Carroccio che raddoppia i voti, pur orfano dell’ex leader Elena Artioli, recentemente passata al Pd. I commentatori attribuiscono l’exploit all’effetto Salvini, che aveva tenuto un comizio in piazza con moltissimo pubblico a poche ore dall’appuntamento con le urne. Crolla Forza Italia che non ha sfiorato il 4% e in calo anche la Svp che lascia sul campo quasi 4 punti percentuali.

“Non abbiamo vinto, ma neanche perso, visto che nessuno ci ha battuto”, ha detto il sindaco uscente di Bolzano, Spagnolli, che per la prima volta dopo due mandati dovrà affrontare il ballottaggio. Il candidato primo cittadino ha annunciato che, prima del secondo turno, non cercherà un accordo con le altre forze del centrosinistra che non lo hanno sostenuto al primo turno. “Decidono gli elettori, non i partiti”.

A Trento confermato il sindaco Pd Alessandro Andreatta
A Trento Alessandro Andreatta è stato confermato per il suo secondo mandato: ha ottenuto il 53,7% dei voti con la coalizione di centrosinistra autonomista che lo aveva fatto vincere anche nel 2009, col 64,42%. Queste le percentuali degli altri candidati: Claudio Cia (Civica Tr., Pt, Fi, Ln, Fdi-An) 31,0%; Paolo Negroni (M5s) 8,4%; Antonia Romano (L’altra Trento a sinistra) 4,5%; Paolo Primon (Popoli liberi) 2,4%. Il Pd resta il primo partito col 29,6% (aveva il 29,8% alle precedenti comunali), seguito dalla Lega Nord al 13,2% (aveva il 7,8%), dal Cantiere civico democratico all’11,9% (che era Upt e aveva il 17,1%) e dal Partito autonomista trentino tirolese al 9,8% (aveva il 4,7%). M5s subito dietro con l’8,7%.

Il renziano Centoz vince al primo turno ad Aosta
Fulvio Centoz, 40 anni, segretario regionale del Partito democratico e renziano della prima ora, sposato e con tre figli, laureato in Giurisprudenza, è infine il nuovo sindaco di Aosta. Guidava una coalizione composta dal Pd e dai movimenti autonomisti di maggioranza (Union valdotaine, Stella Alpina, Creare Vda) che ha ottenuto oltre il 50% dei voti evitando il ballottaggio. Vice-sindaco è stata eletta Antonella Marcoz (Uv).