“Hai meno di 30 anni? Iscriviti al Pd di Milano e acquista da noi il tuo biglietto Expo, ti costerà 25 euro al posto di 50″. A Milano, per gli under 30 che si iscrivono al Partito Democratico l’ingresso all’Expo è incluso nel prezzo della tessera. Sta scritto nero su bianco sul portale ufficiale del Pd milanese (www.pdmilano.net) e: no, non è affatto uno scherzo. Insomma, prendi due e paghi uno, proprio come al supermercato. Solo che parliamo di un partito. Del partito che esprime la maggioranza di governo di questo paese.

Forse si tratta solo del tentativo estremo di scacciare i gufi che se ne stanno appollaiati sul recinto del costruendo polo espositivo milanese. Forse l’iniziativa nasce dalla volontà di ingraziarsi il premier-segretario, propiziando nel contempo il successo di un’iniziativa che, ad oggi, ha offerto occasioni di discussione quasi esclusivamente in tema di scandali e di ritardi. Certo è che l’iniziativa del Pd meneghino, avallata e promossa dal segretario Pietro Bussolati, è di quelle destinate a far discutere ben oltre i confini della città e, certo, non solo per la sua carica di originalità.

Sul sito dem i toni sono squillanti: “Il Pd è l’unico partito a Milano ad essere rivenditore ufficiale dei biglietti per Expo 2015”. Un annuncio orgoglioso quello di Bussolati, che poi continua spiegando: “Crediamo fortemente nel successo della manifestazione e vogliamo, come è nel nostro dna, metterci a disposizione della città anche in questa importante occasione. Vogliamo che tanti milanesi visitino Expo”. Mai come in questo caso volere è potere e il colpo di genio è dietro l’angolo: “Per questo abbiamo deciso di acquistare e rivendere i tagliandi ai nostri iscritti con una promozione dedicata. E per i giovani under 30, che si iscriveranno al Partito Democratico di Milano, un’opportunità in più: con 25 euro riceveranno tessera 2015 e un biglietto per visitare Expo”.

Locandina Pd ExpoChe all’ombra della Madonnina l’expo-entusiasmo dovesse diventare maggioritario lo si sospettava da tempo ma che, addirittura, il partito del presidente del consiglio si prendesse la briga di comprare e rivendere gli ingressi alla manifestazione, questo non se lo aspettava nessuno.

Dal canto loro i democratici milanesi, con il passare delle ore si sono accorti di aver innescato la macchina mediatica e in serata hanno affidato una nota di precisazione al profilo facebook del partito: “Siamo onorati di tutta l’attenzione che si sta dando all’affaire il Pd vende i biglietti di expo” e con una punta di sarcasmo aggiungono: “State sereni! Il Pd di Milano è in regola con le procedure di rivendita dei biglietti di Expo essendo un rivenditore ufficiale autorizzato come molti altri in città e fuori” e, travisando forse il motivo reale dello sbigottimento seguito alla proposta, continuano nella precisazione: “Possiamo far avere ai nostri iscritti ad un prezzo vantaggioso i biglietti aperti e, a nostra discrezione (non ricevendo alcun finanziamento pubblico ma basandoci solamente, da ormai 1 anno, su libere sottoscrizioni volontarie), abbiamo scelto di far avere ai giovani la possibilità di visitare l’esposizione universale ad un prezzo ridotto e per loro accessibile”. Il partito si mette sul piano di qualunque altro organo, ente o istituzione: “Le università stanno agevolando la visita ad expo per i loro studenti, noi abbiamo pensato di contribuire ad allargare quest’offerta anche ai giovani che universitari non sono, offrendo loro sia la possibilità di partecipare alla vita del nostro partito che quella di vedere l’esposizione”. Poi specificano che a brevissimo pubblicheranno il regolamento finanziario che darà i dettagli di tutta l’operazione.

Si attendono possibili contromosse degli avversari politici. Magari un ingresso omaggio per una cena elegante con la tessera di Forza Italia o una felpa personalizzata con l’iscrizione alla Lega.