Dovrebbe arrivare in queste ore la “sentenza” della BBC sul futuro di uno dei suoi conduttori più famosi, l’inquieto e irriverente Jeremy Clarkson. E molto probabilmente la decisione sarà quella di licenziarlo, almeno secondo quanto riporta l’inglese The Telegraph. Lord Hall, il direttore generale della BBC, ha già letto il report sulla “rissa” fra Clarkson e il produttore Oisin Tymon in un hotel del Nord Yorkshire, durante la quale il conduttore avrebbe chiamato il collega “pigro irlandese” e gli avrebbe tirato un pugno perché questi non gli aveva fatto trovare un pasto caldo al ritorno da un giro di bevute al pub. Secondo il Telegraph, il numero uno della BBC Lord Hall è un fan di Clarkson ed è già intervenuto per aiutarlo in altre occasioni, come l’anno scorso quando il conduttore utilizzò l’“N-word” (cioè “niger”) durante la registrazione di una puntata. Ma se la ricostruzione riportata dagli organi di stampa inglesi fosse confermata, Lord Hall non avrebbe scelta: Clarkson sarebbe fuori.

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Ben Cooper, responsabile della Radio 1 di BBC, ha fatto capire che secondo lui il destino di Clarkson è segnato. “Se mio figlio lavorasse in un posto in cui gli urlano contro e qualcuno gli tirasse un pugno, allora vorrei che ci fosse un’inchiesta e che la situazione fosse trattata molto seriamente, ed è quello che la BBC sta facendo”. E quando i giornalisti gli hanno chiesto se giudicherebbe legittimo il proprio licenziamento nel caso tirasse un pugno a qualcuno, Cooper ha risposto: “Secondo voi?”. La lista delle “bravate” di Jeremy Clarkson è lunga, ma questa volta neanche il milione di firme raccolte in pochi giorni dai suoi fan potrebbe salvarlo.

Intanto, iniziano a delinearsi problemi di ordine pratico. Clarkson ha un contratto con la BBC Worldwide per una serie di spettacoli dal vivo, Top Gear Live, fino a settembre 2015. I quattro spettacoli previsti per questo fine settimana in Norvegia sono già stati rimandati, nonostante il rammarico dei 18.000 che già avevano pagato il biglietto. Ma se anche Clarkson fosse licenziato, gli altri due conduttori, James May e Richard Hammond, dovrebbero onorare il contratto e continuare da soli il tour nel Regno Unito, in Sudafrica e in Australia. Sicuramente i loro volti sono meno noti di quello di Clarkson, ma nessuno è indispensabile. Non quando una semplice trasmissione tv è diventata una macchina da soldi da 350 milioni di telespettatori nel mondo.

Top Gear Live