Dopo le proteste dei genitori e dei docenti, e dopo anni di trattative con le aziende che hanno in mano i lavori, il Comune di Parma passa a un’azione di forza per portare a compimento il cantiere della Scuola Europea. L’amministrazione 5 stelle ha infatti deciso di rescindere il contratto con l’ati che si era aggiudicata l’appalto per la nuova sede dell’istituto che avrebbe dovuto essere inaugurato nel 2012. I lavori però, affidati alle imprese Co.Ge e Unieco, avviati e fermati più volte, sono bloccati definitivamente da oltre un anno e mezzo, nonostante l’edificio sia completato quasi al 90 per cento. Una situazione di stallo venutasi a creare per una concomitanza di circostanze sfavorevoli, tra cui la crisi del settore edile, la caduta della giunta dell’ex sindaco Pietro Vignali che aveva promosso l’opera, a cui si sono aggiunti cavilli burocratici e, non ultimo, la mancanza di risorse per terminare la costruzione.

Il risultato è che oggi gli studenti della scuola nata per volere dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che era riuscito a portarla a Parma insieme alla sede dell’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, non hanno ancora un posto adeguato dove fare lezione. E gli ispettori della Comunità Europea che devono accreditare l’istituto al sistema delle scuole europee, e che sono attesi a breve nella città ducale, potrebbero non gradire questo aspetto, visto che nel frattempo per la struttura, progettata come un moderno campus americano, sono stati già spesi oltre 30 milioni di euro di fondi pubblici. Anche per questo per sbloccare la situazione il sindaco Federico Pizzarotti aveva bussato varie porte tra Regione e il ministero, interpellando perfino il sottosegretario Graziano Delrio e il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Alla fine, per non rischiare di perdere perfino quanto costruito a causa del degrado del cantiere fermo, la decisione è stata quella di rescindere il contratto di appalto con l’associazione temporanea di impresa per inadempienza. A detta del Comune infatti le aziende, che chiedono nuove risorse per ripartire con i lavori, hanno ricevuto regolarmente i pagamenti e i finanziamenti mancanti sarebbero dovuti arrivare con l’alienazione di una vecchia scuola di proprietà comunale, che ora però, a detta dell’ati, si è svalutata rispetto al valore del contratto iniziale e con la caduta del mercato immobiliare risulta impossibile da vendere. “Ora comincia un percorso – ha affermato Pizzarotti – per sbloccare lo stallo dei lavori della Scuola Europea. Abbiamo coinvolto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi e il sottosegretario Graziano Delrio e abbiamo individuato un percorso con l’obiettivo di ultimare la costruzione dell’edificio prima della chiusura del mandato amministrativo”. La promessa dunque è che entro il 2017 la Scuola per l’Europa riuscirà ad avere la sua nuova sede. Quello che è certo è che il Comune e la società partecipata che gestiva il cantiere della Scuola non possono più investire nuove risorse nel progetto. Ora la rescissione del contratto potrà sbloccare l’iter dei lavori, anche se prima tuttavia sarà necessario riaffidare l’appalto e quindi i tempi non saranno comunque brevi.