Estorsioni, soldi e cocaina. Rampolli di famiglia, paparazzi e sbandati in cerca di denaro facile. Sono questi i personaggi che entrano in scena nella storia dei presunti ricatti a Lapo Elkann, conclusa con gli arresti del fotografo ex braccio destro di Fabrizio Corona, Fabrizio “Bicio” Pensa, e Giovanni Bellavista, fratello del cameriere già sotto processo Enrico Bellavista, che – ricostruiscono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano – hanno chiesto soldi a Elkann per non diffondere un filmato che lo ritrarrebbe mentre sniffa cocaina. Per Pensa l’accusa è tentata estorsione di 90 mila euro, mentre per Giovanni Bellavista di estorsione di 30 mila euro e di tentata estorsione di 90 mila euro.

È l’aprile 2014. Elkann è a Milano. Ha appena concluso una serata in giro per locali. È ubriaco. Si ferma sotto casa di un’amica. Suona, ma la ragazza non risponde. Si avvicina Enrico Bellavista, 32 anni, che si offre di aiutarlo. Elkann accetta. E i due salgono in macchina per andare a casa del cameriere. “In occasione di una serata – ricostruisce – avevo bevuto molti bicchieri di superalcolici (…) non completamente cosciente, accettai il suo invito ed entrai nella sua auto”. Nell’appartamento di Enrico Bellavista c’è anche il fratello Giovanni, 35 anni. A quel punto il cameriere “distese sul tavolo linee di sostanza di colore bianco, facendomi intendere fosse cocaina (…) non mi ricordo assolutamente, anche in ragione del mio stato di confusione legato alla precedente assunzione di alcol, se provai tale sostanza”. La scena viene ripresa dal fratello Giovanni con uno smartphone. 

Verso la fine di giugno, poi, Enrico Bellavista, insieme al fratello Giovanni, avrebbe minacciato Elkann di diffondere le immagini su internet e alla stampa. E per questo, 19 luglio scorso, il nipote di Gianni Agnelli, tramite il suo “stretto collaboratore Nelson Shawn Carlo”, avrebbe consegnato ai fratelli 30mila euro, con tanto di “scrittura privata” e prendendo in cambio il telefono con le immagini. Da qui l’accusa di estorsione anche per Giovanni Bellavista.

A questo punto entra in scena Fabrizio Pensa, detto Bicio, paparazzo ex collaboratore di Fabrizio Corona e già coinvolto nell’inchiesta Vallettopoli, ad avanzare, per conto dei due fratelli, al collaboratore di Elkann una “nuova richiesta di 350mila euro”. Se il pagamento fosse saltato, “le immagini sarebbero state cedute al giornalista Alfonso Signorini per la successiva pubblicazione o, in alternativa, avrebbe provveduto direttamente alla loro divulgazione in Rete”. Per questo anche Pensa e Giovanni Battista sono stati accusati di tentata estorsione. Elkann però si rifiuta di consegnare altri soldi e il 29 ottobre scorso sporge denuncia ai carabinieri. Viene organizzato un finto appuntamento (nel video). La data è fissata per il 2 dicembre, in una stanza dell’albergo Four Seasons di Milano. L’emissario di Elkann consegna una busta con 90mila euro (la richiesta nel frattempo si era abbassata) a Enrico Bellavista che all’uscita dell’hotel viene arrestato in flagranza per tentata estorsione. Mentre il video del festino viene ritrovato anche nelle case di altri indagati.

Adesso l’ex braccio destro di Corona Fabrizio “Bicio” Pensa e Giovanni Bellavista si trovano agli arresti domiciliari dopo l’indagine coordinata dal pm di Milano Giancarla Serafini e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili. L’ordinanza è stata firmata dal gip Stefania Pepe. Mentre Enrico Bellavista da novembre è sotto processo con rito abbreviato.