Chi sarà ancora iscritto alla fondazione Ricostruiamo il Paese al 9 marzo sarà incompatibile con “la qualifica di socio ordinario militante della Lega Nord”. E’ scritto nel verbale del consiglio federale della Lega Nord che ieri 2 marzo ha deciso tra l’altro anche il commissariamento ad acta della Liga Veneta, finora guidata da Flavio Tosi, al quale fa capo proprio quella fondazione. Il verbale è stato inviato da Roberto Calderoli, responsabile organizzativo federale del Carroccio, a tutte le segreterie nazionali (cioè regionali nel lessico leghista). “Il consiglio federale – si legge – stabilisce che la fondazione e/o associazione ‘Ricostruiamo il Paese’ altresì nota come ‘Il Faro’ o ‘I Fari’ ha natura politica” e dunque, in base allo statuto della Lega è incompatibile con l’iscrizione al partito. “Spero che Tosi farà grandi cose insieme a noi” ha detto in precedenza il segretario federale Matteo Salvini a Canale 5. “Tosi è un ottimo sindaco – ha aggiunto – Ha cambiato Verona come un calzino, per lui ci sarà spazio, basta che nessuno litighi con qualcun altro. La gente chiede fatti, non parole e nessun litigio”. E poi, ha aggiunto Salvini, “chiunque esce dalla Lega poi non va da nessuna parte“.

Sulla questione hanno parlato anche i due predecessori di Salvini, Roberto Maroni e Umberto Bossi. Secondo il primo nei confronti di Tosi, al consiglio federale “non c’è stato alcun tradimento: ieri si è chiusa una vicenda che è durata anche troppo”. Secondo il presidente della Lombardia “questa contrapposizione incomprensibile nel Veneto fra Tosi e Zaia ha come unico risultato quello di danneggiare la Lega”. E pur dicendosi “amico di tutti, di Zaia e di Tosi”, Maroni dichiara che per lui “prima di qualunque cosa viene la Lega”. “Tosi – ha aggiunto – era presente ieri quando Salvini ha proposto la sua incompatibilità con la Fondazione e non ha detto nulla, mi sembrava che intervenire ed essere più tosiano di Tosi non fosse proprio il caso, se a lui andava bene andava bene anche a me. Certo la decisione presa scontenta qualcuno, però finalmente possiamo dire che abbiamo messo la parola fine a questa vicenda”. Secondo Maroni, dunque, “bene ha fatto Salvini a prendere una decisione. Ieri la Lega ha deciso e oggi quella decisione va rispettata, se uno non la rispetta si mette fuori dal movimento”.

Per il Senatur ricomporre lo strappo tra il sindaco di Verona e i vertici della Lega sarà “dura”. Ma per Bossi “è giusto provare”, anche se Tosi deve fare qualche rinuncia: “Non è giusto che abbia una sua lista, la lista civica di Tosi in Veneto no”, dice all’Adnkronos. Anche sulla Fondazione di Tosi, Bossi è netto: “è giusto” che Tosi decida tra il partito e “Ricostruiamo il Paese”, è “la conseguenza di quello che è emerso nel tempo”. Ma sul futuro della Lega in Veneto e sul destino del sindaco ribelle e del governatore uscente, “Zaia – fa notare Bossi – dovrebbe chiedere i soldi della campagna elettorale a Tosi, quindi un certo rapporto lo devono avere comunque. Ricucire? Dipende se riescono ad andare d’accordo”.