Superiore la Juventus, coraggiosa la Roma. Se il big match dell’Olimpico era l’ultima chiamata per riaprire il campionato, l’1-1 finale mantiene invariato il distacco e sembra ipotecare lo scudetto. Ma i bianconeri possono essere contenti solo per il +9 in classifica, non certo per il risultato di una partita dominata a lungo, e poi complicatasi a sorpresa nel finale. La Roma è stata in balìa della Juventus per oltre un’ora, incapace di fare anche solo un tiro in porta. E ha giocato da grande squadra solo negli ultimi dieci minuti, proprio quando – in svantaggio di un gol dopo la punizione di Tevez e di un uomo per l’espulsione di Torosidis – tutto sembrava perduto. L’orgoglio e un colpo di testa di Keita premiano i giallorossi, che almeno non escono sconfitti contro i rivali di sempre. E Rudi Garcia ritrova una squadra più viva nello spirito di quanto si pensasse. Ma alla fine dei conti a sorridere è comunque la Juventus.

I due rigori generosi fischiati da Rocchi, il violino di Garcia, il gol allo scadere di Bonucci. Dall’andata sono passati solo cinque mesi ma oggi Roma-Juve è un’altra storia. Quasi un altro campionato perché l’abisso di nove punti di distacco alleggerisce la posta in palio, stempera le tensioni, abbassa anche i ritmi. Adesso i giallorossi sono in evidente crisi d’identità, i bianconeri interessati soprattutto a controllare, per concentrarsi sulla Champions League (come dimostra il riposo precauzionale di Pogba, tenuto in panchina per tutti i novanta minuti). L’affanno della Juve sull’iniziale aggressività giallorossa dura appena cinque minuti, forse anche meno. Poi si ristabilisce l’equilibrio.

La Roma sfoggia il solito, lento giro-palla delle ultime uscite. La Juventus vigila, consapevole che per una sera il pareggio può anche bastare, e che in contropiede può far male con la velocità di Tevez, Morata e Pereyra. Una bella discesa del centrocampista argentino genera l’azione che più si avvicina ad un’occasione da gol nel primo tempo: sul suo cross Manolas rischia l’autogol per evitare che il pallone raggiunga Morata. Poi è ancora Pereyra a rompere la marcatura e dare il via a un contropiede interessante che Tevez conclude a lato. Zero emozioni comunque, vince la noia. Colpa come detto dell’impostazione tattica del match, e un po’ anche delle assenze. La Juventus senza Pirlo perde certamente qualcosa in fantasia, ma con Marchisio in regia guadagna ulteriore solidità davanti alla difesa. Una delle poche zone di campo che Garcia avrebbe potuto mettere nel mirino. E anche il 3-5-2, scelto da Allegri per far fronte alle condizioni precarie di Pogba, regala poco spettacolo.

Il copione non cambia nella ripresa. Gran ripartenza di Pereyra, Vidal fuori di un soffio col sinistro. Gli ospiti sono in controllo totale e capiscono che non c’è motivo di continuare ad indugiare. La Juve ha già preso il sopravvento da tempo quando arriva l’episodio che spezza definitivamente l’equilibrio: espulso Torosidis (doppio giallo per un tocco da dietro, forse involontario, su Vidal lanciato a rete); dalla punizione conseguente Tevez sblocca il punteggio con un destro a giro che pietrifica De Sanctis. Ma il gol sembrava davvero questione di minuti, con o senza superiorità numerica. Qui, però, arriva la reazione che non ti aspetti dei giallorossi. In dieci (e dopo la sostituzione dei due simboli Totti e De Rossi) la Roma rinasce, grazie anche ai calci piazzati. Il colpo di testa di Manolas parato da Buffon (primo tiro in porta giallorosso al 70’) è il preludio all’1-1 di Keita, ancora di testa su cross da fermo di Florenzi. Il pareggio galvanizza i padroni di casa, che senza più remore e tatticismi provano addirittura a vincere la partita. Quasi che la pressione dell’ultima chiamata stagionale avesse schiacciato ancora una volta una squadra fragile. Per la prima volta la Juventus barcolla. Ma è tardi per ribaltare il risultato, soprattutto per riaprire il campionato. “Lo scudetto non si decide stasera”, aveva detto prima della partita il dg giallorosso Baldissoni. Vero, probabilmente lo era già da tempo. Il pareggio di oggi lo ha solo confermato.

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