Il promotore, don Paolo Farinella, lo definisce “un appello pubblico rivolto alla cittadinanza e ai gruppo politici organizzati per verificare le possibili convergenze attorno ad una figura che sbarri la strada della presidenza della Regione Liguria a Raffaella Paita, candidata del partito Democratico”. E’ dunque una vera e propria chiamata alle armi indirizzata alle varie componenti della sinistra, tuttora in libera uscita e alla ricerca, appunto, di un candidato comune da contrapporre alla battagliera signora spezzina. Anche il M5S potrebbe tornare in partita, seppure senza accettare alleanze.

L’appuntamento è per venerdì pomeriggio alle 17.30 nella parrocchia di don Farinella, San Torpete, in piazza San Giorgio, pieno centro storico, a due passi dal Poeto Antico. Non ci saranno soltanto le schegge della sinistra radicale, la Reteasinistra che comprende Civatiani, Sel, Arci e Comunità di San Benedetto al porto (quella di don Gallo), e l’Altra Liguria che raduna Rifondazione, Verdi e Lista Tsipras. Hanno accolto l’invito, garantisce don Farinella, anche il capogruppo al comune di Genova del M5S, Paolo Putti e la candidata ufficiale del Movimento, designata dal web attraverso le “Regionarie”, Alice Salvatore che peraltro ribadisce: “Non faremo alleanze”.

L’importante è rompere il ghiaccio e parlarsi. Lo faranno le varie anime dei dissidenti dopo aver ascoltato la prolusione del giurista Mauro Barberis che per Micromega, assieme al saggista Pierfranco Pellizzetti, ha scritto un libro bianco, “Controvento”: un catalogo di proposte operative per la Liguria di domani. Questa proposta, assieme al pamphlet  di don Paolo Farinella “L’Italia che vorrei. Ripartire dalla Liguria” (in uscita a fine febbraio da Gabrielli Editore) dovrebbe diventare il manifesto della nuova aggregazione a sinistra. Esattamente per perseguire quale obiettivo politico? “Risvegliare quel 40% di elettori che i sondaggi indicano come decisi all’astensione – risponde don Farinella a Ilfattoquotidiano.it – Gli organigrammi non mi interessano. Mi interessa creare una forza che si opponga alla politica consegnata in mano ai malfattori“. Il battagliero sacerdote, celebre per le sue feroci critiche ai vertici vaticani (prima di papa Francesco) andrà oltre. “Girerò la Liguria in lungo e in largo. Non è più tempo di proteste e girotondi, è tempo di uscire allo scoperto e contarsi. E dare voce ai cittadini onesti“.

“La Liguria è il laboratorio politico nazionale, alle regionali anticiperà quello che può diventare lo scenario italiano del partito unico voluto da Renzi. Pur di conquistare la poltrona di governatore, Paita si è aperta alla destra e ai fascisti. Sergio Cofferati ha denunciato la compravendita di voti e le infiltrazioni mafiose alle Primarie del Pd. I cittadini non sono più disposti a delegare in bianco e vogliono controllare l’operato dei politici. Il mio appello vuole arrivare a promuovere una candidatura condivisa che possa contrapporsi alla Paita e ai suoi alleati. Personalmente penso che la figura che meglio potrebbe interpretare questa esigenza sia quella di Adriano Sansa, ex magistrato e dunque non più in conflitto di interessi, personalità conosciuta anche nel Paese. Come sindaco di Genova alla metà degli anni Novanta ha accumulato una forte esperienza amministrativa e oggi si pone come presidio di legalità. L’ho già interpellato e non si è dichiarato indisponibile”.

Una parte della sinistra (i civatiani e Cofferati) e del M5S puntava sul giornalista del Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa, figlio di Adriano, che ha chiarito di non voler lasciare la professione. Le candidature di Francesca Balzani (assessore al bilancio nella giunta Pisapia), Sergio Cofferati (europarlamentare sconfitto alle primarie da Paita), Sabina Rossa (ex parlamentare del Pd e figlia di Guido, ucciso dalle br), sono sorte e tramontate rapidamente. Il parlamentare Luca Pastorino, sindaco di Bogliasco, civatiano, commenta così a Ilfattoquotidiano.it: “Stimo Adriano Sansa, ma occorre trovare un accordo su una personalità che risulti il più inclusiva possibile non solo a sinistra ma anche rispetto alla società civile. Ben venga la riunione di San Torpete, lì ci si potrà confrontare. Io non ci sarò, sono impegnato in Parlamento. Probabilmente interverrà Stefano Gaggero”. Nessuno spazio per accordi col M5S? “Non fanno alleanze, ma confido che si possano trovare punti di contatto con i singoli esponenti. L’obiettivo è creare una cosa nuova, di centrosinistra. Se si preferisce fare testimonianza allora l’obiettivo cambia e non ci interessa”. Lo statuto del Pd prevede l’espulsione per gli iscritti che sostengono un candidato diverso da quello del partito. “Ne sono perfettamente cosciente e l’ho già detto. Mi manderanno via…”.