L’Alabama è il 37° Stato americano in cui le coppie gay possono legalmente sposarsi. E’ stata la Corte Suprema, che nei prossimi mesi si pronuncerà a livello nazionale, a dare il via ai matrimoni respingendo una richiesta dell’Attorney General statale Luther Strange di negare le licenze nuziali alle coppie in fila da ore davanti agli uffici comunali.

L’Alabama è uno degli Stati più conservatori degli Usa: nel 2006 l’81% degli elettori votarono “si” a un emendamento della costituzione per proibire ai gay di sposarsi. L’America però va in un’altra direzione, ed è una direzione con cui nei prossimi mesi Washington cercherà di influenzare il resto del pianeta. Il segretario di Stato John Kerry si prepara a nominare un inviato speciale per i diritti dei gay nel mondo, un diplomatico di carriera apertamente omosessuale, ha appreso il Boston Globe. Il nome sarà annunciato a fine febbraio una volta concluse le verifiche sui candidati. La nomina è in linea con recenti iniziative del Dipartimento di Stato per tutelare i diritti dei gay negli Usa e all’estero: dai visti di ingresso per emigranti a coppie dello stesso sesso alla condanna delle leggi anti-omosessualità in Uganda.

Intanto a Birmingham, Alabama, altra città simbolo delle battaglie dei neri, Dinah McCaryer e Olanda Smith sono state le prime donne a sposarsi, e il giudice Michael Graffeo non ha saputo nascondere la commozione. Non è andata altrettanto liscia in altre quattro contee dove gli ufficiali giudiziari si sono rifiutati di rilasciare le licenze: gesto simile a quello dei loro predecessori 50 anni fa, quando i neri chiedevano di potersi registrare per il voto.

A cercare di fermare in extremis il via alle nozze era stato uno dei paladini del movimento conservatore dello stato: nel corso della notte il giudice Roy Moore, celebre una decina di anni fa per il braccio di ferro sulla statua dei Dieci Comandamenti nella rotonda della Corte Suprema dell’Alabama a Montgomery, aveva intimato alle contee di non emettere le licenze. Mentre l’Attorney General Luther Strange, dopo aver incassato il rifiuto del suo ricorso, ha protestato per il via dei giudici di Washington: “La Corte Suprema deciderà a livello nazionale quest’estate: avremo mesi di confusione legale davanti a noi”.

Una posizione simile a quella espressa dai conservatori della Corte, il nero Clarence Thomas e l’italo-americano Antony Scalia: l’ordine sull’Alabama – a loro avviso – potrebbe venir interpretato come se la Corte avesse già deliberato che le nozze gay sono un diritto protetto dalla Costituzione.