“All’estero nessuno conosce Sergio Mattarella. Ma chi conosceva Barack Obama prima che si candidasse alla presidenza degli Stati Uniti?”. Tim Parks, giornalista e scrittore inglese, alla sua amata Italia ha dedicato vari libri, l’ultimo è Coincidenze. Sui binari da Milano a Palermo (Bompiani), non vuole parlare del nuovo presidente della Repubblica ma del premier.

Tim Parks, Sergio Mattarella è un presidente che piacerà all’estero?
Non c’è bisogno di chiedersi quanto questo presidente della Repubblica sia conosciuto o apprezzato nel mondo. Il punto è quanto l’elezione di questo presidente abbia rafforzato la figura del premier. A chi vi guarda all’esterno importa poco che un presidente della Repubblica sia famoso o meno. Importa di più il metodo dell’elezione. Anche perchè i politici italiani sono davvero poco conosciuti, soprattutto nel mondo anglosassone. Mattarella, poi, essendo lontano dalla prima linea da tempo, è stata una sorpresa.

Mattarella sembra avere però un profilo molto italiano e poco internazionale.
Sarebbe stato meglio Giuliano Amato? Certo, è conosciuto all’estero, ma come una personalità che si è sempremossa all’ombra di Bettino Craxi. E per aver prelevato direttamente i soldi dal conto corrente dei contribuenti. Quella è davvero una cosa che non si dimentica. Io, per primo, me lo ricordo bene. Anche Silvio Berlusconi è conosciuto all’estero… Il fatto che Mattarella abbia nel curriculum l’opposizione all’ex Cavaliere depone solo a suo favore. Soprattutto agli occhi di chi, da fuori, sperava che l’Italia trovasse un po’di stabilità.

Mi ha fatto molto ridere in questi giorni sentir ripetere che al Colle stava salendo una “persona onesta”. In Inghilterra sarebbe un’offesa

Sergio Mattarella famoso per il suo non essere famoso. 
Certo. In Italia funziona così. Mi ha fatto molto ridere in questi giorni sentir ripetere che al Colle stava salendo una “persona onesta”. In Inghilterra sarebbe un’offesa. Un’offesa a tutta la popolazione perché significherebbe ammettere che alla guida del paese ci sia stata, o ci possa mai essere, una figura disonesta con il permesso del popolo. Questa unità di misura dell’onestà dice molto del Paese in cui viviamo.

Cosa si dirà dell’Italia dopo questa elezione?
Credo che all’estero la prima cosa che salterà all’occhio è che Sergio Mattarella ha un fratello che è stato ucciso dalla mafia. Si penserà a lui come a una persona corretta che si oppone alla malavita e alla corruzione. È stato coinvolto direttamente in quella battaglia. Nel caos che si prefigura con l’Italicum, poi, ci si ricorderà di lui come dell’uomo che aveva fatto una legge elettorale maggioritaria che non ha avuto il tempo di maturare, di educare gli italiani al voto, di farli ragionare in modo migliore , più corretto e democratico. Sarà recepito anche il modo in cui è stato eletto, dopo il casino totale dell’ultimo, disastroso, tentativo di eleggere un presidente.

Quindi il secondo mandato di Napolitano non ha fatto bene alla nostra immagine? 
Direi che Napolitano ci ha regalato due anni di agonia. Non aveva voglia, era stanco. Avrebbe dovuto mettere il Parlamento di fronte ai suoi problemi. E, invece, vanità e debolezza lo hanno spinto ad accettare il bis. Adesso invece è diverso.

Tutto merito del presidente del Consiglio? 
Lo ripeto: non amo Renzi. Ma non si può negare che con strategia ha dato all’estero l’impressione di saper governare, la sua immagine europea e internazionale ne esce rafforzata. Il premier ha fatto eleggere il nome che voleva, e lo ha fatto velocemente. Ha mandato un messaggio con le consultazioni e le votazioni in bianco. È apparenza, ma oltre confine le impressioni contano. La sua immagine è quella di uno sempre smarcato: ha fatto eleggere un presidente che agli occhi del mondo, anche per la sua preparazione, sarà visto come una novità perchè appare lontano da gente equivoca che così spesso popola la politica italiana. Gli osservatori diranno che è una persona che dà stabilità e sicurezza, sarà riconosciuto come un simbolo della lotta alla Mafia, passerà l’idea che, finalmente, non girano più i soliti quattro nomi.

Che presidente sarà Mattarella? 
Matteo Renzi ha la rara fortuna, per un politico italiano, di non avere processi pendenti. E quindi non ha bisogno di chiedere leggi ad personam al capo dello Stato.

di Virginia Della Sala

Da Il Fatto Quotidiano del primo febbraio 2015