Le ragioni dell’incendio che ha causato seri danni al centro di accoglienza per migranti “Asharam” di Castellammare di Stabia (Napoli) e stava quasi ammazzando un ragazzo di colore che per trovare scampo dalle fiamme ha fatto un volo di due metri e si è rotto un gomito, potrebbe essere nelle parole di un volontario del centro, Carmine Iovine: “Da un po’ di tempo un gruppo di persone ha ripreso a spacciare droga nel quartiere di Santa Caterina: forse vogliono legittimarsi tra gli ambienti criminali  prendendosela contro gli immigrati e vandalizzando un bene confiscato alla camorra”.

Il centro infatti è ospitato in una palazzina di quattro piani sottratta al clan D’Alessandro, attivo sin dagli anni ’80 nel cuore della città delle Terme. Sono sei anni che la struttura, gestita dall’associazione “La Casa della Pace e della Non Violenza”, accoglie migranti e stranieri in difficoltà abitativa. Ha ospitato centinaia di persone provenienti da ogni parte del momento. Ed è un presidio di legalità sul territorio: ospita le sedi locali di Libera, Legambiente e una web radio gestita dall’associazione “Gli Amici della Filangieri”.

Le fiamme sono esplose nella tarda serata di lunedì 15 dicembre. In quel momento, il centro ospitava una ventina di africani che richiedono asilo, nigeriani dai 18 ai 28 anni, che si stavano preparando per dormire. L’incendio è divampato nella prima rampa interna delle scale. Il portone era aperto. Il fuoco, secondo la ricostruzione dei volontari di Asharam, ha divorato materiali legnosi e di plastica ammassati temporaneamente e in attesa di raccolta dopo recenti pulizie. Il fumo è risalito velocemente verso i piani superiori rendendo l’aria irrespirabile e scatenando il panico tra i migranti che sono scapati arrampicandosi sulle tettoie e rifugiandosi presso l’abitazione di una vicina. Uno dei ragazzi è caduto da circa due metri riportando diverse escoriazioni, una frattura diffusa al gomito e contusioni all’anca.

I carabinieri intervenuti per i rilievi non confermano e non escludono la natura dolosa dell’incendio. Chi non ha dubbi sulla natura criminale dell’accaduto è il fondatore de “La Casa della Pace e della Non Violenza”, Maurizio Somma, che parla di gesto compiuto da “dei volgari delinquenti, stupidi e razzisti, che hanno appiccato il fuoco ai sacchi dei rifiuti che noi teniamo a pian terreno all’interno del nostro portoncino che da nel cortile, in attesa dei giorni opportuni per la differenziata. Sono stati dei vigliacchi che si sentivano offesi dal fatto che qui dove prima si sentivano padroni hanno visto arrivare Salvatore Borsellino, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il suo predecessore Pietro Grasso, presidente del Senato, magistrati, ufficiali e dirigenti delle forze dell’ordine”.