Aveva rimosso il crocifisso dall’aula perché si era sentito offeso dalle dichiarazioni del cardinal Ruini sui gay. Adesso, per Davide Zotti, professore omosessuale di filosofia del liceo Carducci di Trieste, è arrivata la sanzione di censura dall’ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia.

Il 23 ottobre scorso Zotti aveva motivato così il suo gesto: “Non intendo più insegnare sotto un simbolo che rappresenta un’istituzione che continua a delegittimare la mia persona e quindi il mio stesso ruolo educativo”, in protesta con le parole di Ruini che, in merito alle unioni omosessuali, aveva parlato di “diritti immaginari“. Per il professore non è arrivata la sospensione  in considerazione del “curriculum del docente e del comportamento collaborativo dimostrato dallo stesso”. Ma una dichiarazione di biasimo scritta e motivata. Lo comunica una nota dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar), che ha da subito fornito assistenza legale a Zotti.

L’Ufficio scolastico regionale contesta al professore di “aver posto in essere atti in violazione ai doveri, alla responsabilità e alla correttezza, cui deve essere sempre improntata l’azione e la condotta di un docente, considerata la sua funzione educativa e formativa”. In particolare per aver rilasciato, senza autorizzazione del dirigente, “dichiarazioni pubbliche agli organi d’informazione idonee a pregiudicare l’immagine dell’amministrazione e la sua neutralità istituzionale”; per aver posto in essere “un’azione arbitraria idonea a offendere la sensibilità dell’utenza, o le sue convinzioni personali, politiche o religiose o, comunque, potenzialmente discriminatoria”; per aver esposto indebitamente “scuola e amministrazione scolastica a polemiche sulla stampa, nonché ad una valanga di commenti su Facebook, contravvenendo così al dovere del pubblico dipendente di riservatezza, lealtà e collaborazione verso l’amministrazione di appartenenza e, comunque, compromettendone la neutralità istituzionale”.

“Stupisce che, ancora nel 2014, una scuola pubblica non trovi di meglio per imporre il crocifisso che ricorrere a circolari fasciste. Ci viene quasi da auspicare una legge che imponga il crocifisso, per vedere come la concilierebbero con la laicità del nostro Stato”. Questo il commento del segretario dell’Uaar, Raffaele Carcano.