Questa volta l’ascesa è prepotente. Il Milan si rialza e sbuca nello specchietto retrovisore delle terze. La vittoria sul Napoli mette la Champions a portata di mano, appena due punti. La combinazione perfetta si è innescata con il pareggio tra Juventus e Sampdoria per proseguire con il blitz della Roma a Genova. Ma la triangolazione perfetta è stata chiusa dagli stessi rossoneri grazie a una prestazione solida davanti agli azzurri senza Hamsik né anima che chiudono a San Siro la striscia di 11 risultati utili consecutivi, aperta il 28 settembre contro il Sassuolo. Benitez manca il volo solitario a quota 27 punti che avrebbe fatto scivolare il Milan a -6 dalla zona Champions e allungato il filotto negativo una sola vittoria nelle ultime otto partite. Invece i rossoneri affiancano i partenopei e con la prestazione offerta sgasano nelle orecchie di chi è davanti.

Buona parte di tutto ciò è riconducibile a un nome, Riccardo Montolivo. Il ritorno pieno del centrocampista azzurro mette ordine alle idee del suo allenatore innescando reazioni a catena. Libera De Jong e Poli da compiti di costruzione e permette a Bonaventura di agire da esterno d’attacco, ruolo più congeniale alle caratteristiche dell’ex atalantino. Non è un caso che l’ottavo gol stagionale di Menez nasca e cresca dai loro piedi prima del movimento di lusso del francese, che spiazza Albiol e trova l’angolo lontano. È ancora l’alba della partita e Montolivo si ripete su punizione pescando il taglio di Rami, impreciso dell’incrociare di sinistro. Va ancora al piccolo trotto ma se i compagni dettano il passaggio, lui trova sempre i giri giusti per recapitare l’invito. A metà del primo tempo l’ennesimo lancio geometrico mette Bonaventura in condizione di liquidare Koulibaly – a totale disagio di fronte ai piccoli rossoneri – e raddoppiare, ma il tiro non curva a dovere. L’appuntamento è solo rimandato. Perché alla prima occasione dopo l’intervallo Bonaventura giustifica l’esclusione di El Shaarawy con una perfetta incornata su cross di Armero mettendo in ghiaccio una partita che, nonostante altri quaranta minuti davanti, sembra indirizzata definitivamente.

Troppo povero il Napoli, non tanto nel possesso quanto nel riuscire a creare situazioni pericolose. Anche perché la difesa ‘piano B’ del Milan si conferma ancora una volta più stabile di quella composta dagli uomini che in teoria dovrebbero guidarla. Alex, De Sciglio e Abate si rivedranno nel 2015, intanto lo scongelato Mexes è preciso, Rami sembra a suo agio accanto al francese prima di andare ko e Bonera non viene mai infastidito da Mertens in quello che in teoria rischiava d’essere l’incrocio più pericoloso. Invece i quattro scelti da Inzaghi per la terza volta consecutiva fanno buona guardia e per la seconda partite nelle ultime tre proteggono a dovere Diego Lopez. Quando non ci riescono il portiere spagnolo fa da sé rispondendo prima a David Lopez e poi a Callejon. E quando è Mexes a metterlo in crisi deviando in maniera beffarda un tiro-cross di Higuain si affida alla buona sorte, che soffia il pallone al di là del palo come a metà del secondo tempo su un colpo sporco di Armero. Resta il brivido più consistente di tutta la partita nonostante Benitez aggiunga l’escluso eccellente Hamsik e Zapata nell’ultima mezz’ora.

Mentre Rafael vede sibilare più volte la palla dalle sue parti anche dopo il raddoppio. Montolivo sfiora il sigillo su invito di Honda, Menez si inventa una gimkana tra le maglie azzurre ma il suo tiro è deviato in angolo. Il Napoli non è mai capace di insinuare un dubbio né aggredisce con foga nel finale, lasciando che la partita scivoli via senza aver mai provato a riprenderla in mano nonostante la storia di questo campionato ha già insegnato che proprio gli azzurri sono specialisti in rimonte. Ma l’unica emozione della mezz’ora finale la regalano i 35mila di San Siro quando lasciano piovere applausi all’uscita dal campo di Montolivo, l’ago della bilancia che Inzaghi cercava. Il Milan sta trovando un suo equilibrio e potrebbe rompere quello che regna nella corsa al terzo posto. La trasferta a Roma di sabato prossimo dirà di più.

Twitter: @AndreaTundo1